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	<title>Scuola Romana Rorschach</title>
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	<description>Dal 1938 il Rorschach in Italia</description>
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		<title>Eventi in evidenza: 31 Maggio 2012-Università della Calabria PAS e nuove famiglie: padre violento o vittima?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 20:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SRR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Infanzia Violata]]></category>
		<category><![CDATA[PAS]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Pes]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome di alienazione parentale]]></category>
		<category><![CDATA[Università della Calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1646" style="text-align: left;" title="Università della Calabria 31 Maggio 2012" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/costabile-locandina_2012_1web1.jpg" alt="" width="654" height="926" /></p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Diagnosi Categoriale e Diagnosi Inferenziale attraverso il Test di Rorschach. Il Modello Pluridimensionale della Scuola Romana Rorschach</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 22:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[La metodologia Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Diagnosi categoriale]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi dimensionale]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi inferenziale]]></category>
		<category><![CDATA[DSM e Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Metodo della Scuola Romana Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[modello pluridimensionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Una perplessità che da sempre caratterizza il fare diagnosi in ambito psicopatologico è costituita dalla difficoltà a realizzare una valutazione esaustiva applicando dei criteri di tipo “categoriale” ai disagi psicologici, che a questa tipologia di diagnosi non sempre si addicono perfettamente. La psicodiagnosi cosiddetta “categoriale” è quella dei manuali di stampo medico-psichiatrico, quali il DSM [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1482 alignleft" title="viso e rorschach" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/viso-e-rorschach.jpg" alt="" width="307" height="252" /></p>
<p>Una perplessità che da sempre caratterizza il fare diagnosi in ambito psicopatologico è costituita dalla difficoltà a realizzare una valutazione esaustiva applicando dei criteri di tipo “categoriale” ai disagi psicologici, che a questa tipologia di diagnosi non sempre si addicono perfettamente.</p>
<p>La psicodiagnosi cosiddetta “categoriale” è quella dei manuali di stampo medico-psichiatrico, quali il DSM o l’ICD limitatamente al capitolo riferito ai disturbi psichici. Essa si rifà alle logiche della nosografia nell’ambito della patologia generale, dove un insieme di segni, sintomi, spiegazioni eziologiche e patogenetiche permette di isolare entità patologiche discrete.</p>
<p>In psicopatologia è meno facile individuare i criteri che consentano di inquadrare il disagio psicologico di una persona in una categoria o in un’altra. Gli addetti ai lavori che utilizzano il DSM ad esempio sanno bene quanto sia difficile ricondurre il disturbo individuale ad un’unica categoria, tanto che spesso si è costretti a ricorrere ad una doppia o tripla diagnosi per descrivere la condizione morbosa di un determinato paziente.</p>
<p>Non a caso nei progetti del DSM V, in uscita a breve, c’è quello di affiancare ai criteri per compiere una diagnosi categoriale quelli per inquadrare il disturbo del soggetto da un punto di vista dimensionale. Fare diagnosi in termini “dimensionali” significa non solo valutare se un soggetto soffra o meno di un determinato disturbo, ma stabilire al contempo “quanto” quel determinato soggetto possieda del funzionamento associato a quel determinato disturbo, con lo scopo di costruire un profilo diagnostico sfaccettato il cui risultato sia costituito da un insieme di “dimensioni” che descrivano la persona in base alle dimensioni che superano un determinato valore soglia.</p>
<p>Esiste poi quel livello di diagnosi che potremmo definire “inferenziale”, rivolto cioè all’individuazione di quei processi di funzionamento in ambito cognitivo, affettivo e sociale specifici di un determinato soggetto e che costituiscono il fondamento della sua individualità. Esso rappresenta un momento della diagnosi fondamentale perché garantisce il riconoscimento della soggettività individuale, spostando il focus dell’attenzione dalla “malattia” alla persona che ne soffre, ed in un certo senso permettendo di coglierne la sua funzionalità all’interno del processo di omeostasi della psiche individuale.</p>
<p>Una valutazione psicodiagnostica che coniughi i vantaggi dell’oggettività di una diagnosi descrittiva, impostata su criteri categoriali e dimensionali, con l’attenzione per la soggettività della persona, è l’obiettivo che un clinico deve porsi per produrre un’osservazione esaustiva dell’individuo e proficua dal punto di vista terapeutico.</p>
<p>E’ mia opinione che il Rorschach, se utilizzato secondo il <a href="http://www.scuolaromanarorschach.it/il-modello-pluridimensionale/">Modello Pluridimensionale proprio della Scuola Romana Rorschach</a>, possa rappresentare uno strumento prezioso per condurre un’indagine accurata della personalità che contempli tanto la diagnosi categoriale e/o dimensionale, quanto la valutazione di tipo inferenziale.</p>
<p>In base a questa metodologia è per esempio possibile costruire una diagnosi categoriale che segua la tassonomia del DSM.</p>
<p>Ricerche empiriche, confluite nel libro <em><a href="http://www.scuolaromanarorschach.it/libreria/libri-test-rorschach/">Disturbi di Personalità e Psicodiagnosi Rorschach</a> </em>di Parisi, Pes e coll.<em>,</em> hanno permesso di individuare quali sono le risposte caratteristiche e gli elementi dello Specchio dei Computi che caratterizzano i Rorschach dei soggetti affetti da ciascuno dei disturbi di personalità descritti nel DSM-III-R. Nel testo sono riportati i tratti caratteristici di ciascun disturbo di personalità, ed accanto ad essi gli indici Rorschach attraverso cui essi possono rivelarsi nel Test.</p>
<p>Citiamo di seguito degli indici distintivi di alcuni disturbi di personalità, sottolineando come la diagnosi di un determinato disturbo è fatta in presenza di una costellazione di indicatori e fattori escludenti ben più ampia.</p>
<p>Caratteristiche del Disturbo Narcisistico quali “la mancanza di empatia” sono individuate ad esempio dalla presenza delle Manifestazioni Particolari “Risposta di Doppio”, in cui il soggetto afferma che le immagini percepite grazie alla simmetria della macchia siano “identiche”, “uguali” o “gemelle” manifestando così l’incapacità a riconoscere l’altro come diverso da sé, e “Mancanza di Simmetria”, in cui il soggetto interpreta una sola figura, umana o animale, pur essendo possibile, per la simmetria della macchia, vederne due, palesando in questo modo lo scarso interesse per la relazione duale.</p>
<p>Nel Disturbo Dipendente invece “l’eccessiva dipendenza dagli altri” è ben evidenziata da indici Rorschach quali la presenza di Contenuti Arch (architettonici), o della Manifestazione Particolare “Attrazione per l’Asse Centrale” (il soggetto mostra una particolare attenzione per l’asse di simmetria della macchia), che indicano come il soggetto necessiti di un appoggio saldo, che sente mancare in se stesso.</p>
<p>Le Risposte di Chiaroscuro Diffuso infine, che testimoniano la presenza di vissuti ansiosi, costituiscono un indice escludente del Disturbo Antisociale del quale una caratteristica peculiare è l’incapacità di sperimentare il senso di colpa e l’angoscia ad esso associata.</p>
<p>Attraverso il Modello della Scuola Romana Rorschach è possibile integrare la diagnosi categoriale con la valutazione dimensionale del livello di funzionamento del soggetto, venendo incontro in questo modo alle esigenze più diffuse attualmente riguardo alla diagnosi clinica. Nello Specchio dei Computi Rorschach, fra i tanti indici che possono convergere nel descrivere il livello evolutivo del soggetto, una menzione particolare spetta alle Manifestazioni Particolari.</p>
<p>Le Manifestazioni Particolari, mettendo in risalto la caratterizzazione personale della risposta compiuta dal soggetto, permettono di evidenziare qual è il senso che egli attribuisce alla realtà, nonchè come da essa “si difende”. E’ appannaggio della Scuola Romana Rorschach l’aver distinto le Manifestazioni Particolari in tre livelli: il primo livello comprende tutte le Manifestazioni Particolari che testimoniano la presenza di processi difensivi maturi, ed un livello di personalità evoluto, di tipo normale-nevrotico. Il secondo livello riguarda Manifestazioni Particolari che denunciano problematiche affettive gravi, e che possono avere ripercussioni a livello degli stessi processi percettivo-associativi, come accade nelle nevrosi gravi e nei disturbi di personalità. Qui prevalgono meccanismi difensivi meno evoluti, e prevalentemente fondati sulla scissione affettiva. Il terzo livello comprende Manifestazioni Particolari che sottendono un sistema difensivo primitivo, ed un’organizzazione di personalità francamente patologica, di tipo psicotico, o addirittura possono testimoniare la presenza di un deterioramento organico.</p>
<p>La valutazione della Quinta Colonna (quella delle Manifestazioni Particolari) di un protocollo può risultare utilissima per cogliere il livello evolutivo complessivo del soggetto, anche quando ulteriori indicatori potrebbero portarci fuori strada. Ad esempio il calcolo della percentuale di risposte di Forma Buona prodotte da un soggetto, che ci informa riguardo all’adeguatezza del suo esame di realtà, potrebbe non essere sufficiente a cogliere la presenza di una personalità “pre-psicotica” nel caso in cui il massiccio utilizzo di difese ossessive, messo in atto con lo scopo di far fronte al senso di frammentazione interna, alzasse il numero delle Buone Forme; in questo caso la presenza di Manifestazioni Particolari di secondo e terzo livello ci testimonierebbero la presenza di un’organizzazione di personalità e di un sistema difensivo primitivi e fondati sul “processo primario”.</p>
<p>L’utilità del Modello Pluridimensionale non si ferma alla diagnosi descrittiva: esso permette anche di costruire delle inferenze e formulare delle ipotesi riguardo al modo di rapportarsi del soggetto con se stesso (e quindi riguardo alla sua identità), con gli altri con cui entra in relazione, con le sue dimensioni affettive, con la sua impulsività, con la dimensione dell’identità sessuale. Il testo <em><a href="http://www.scuolaromanarorschach.it/libreria/libri-test-rorschach/">L’interpretazione psicoanalitica del Rorschach</a></em>, di Giambelluca, Parisi, Pes, propone una chiave interpretativa della risposte al Test secondo il modello teorico psicoanalitico di Otto Kernberg.</p>
<p>Nella descrizione del funzionamento profondo di un soggetto, risulta ad esempio particolarmente utile (anche se non è l’unica strada per cogliere gli aspetti individuali) il confronto fra il rendimento in una determinata Tavola, e quello che abbiamo definito il “carattere evocatore” della Tavola stessa.</p>
<p>E’ condiviso dai più in letteratura che tutte le Tavole Rorschach rimandano a significati simbolici comuni nella popolazione.La Tav. IIIad esempio è definita “Tavola dell’identità”,la Tav.IV“Tavola del paterno e del maschile”,la Tav.VI“Tavola sessuale”,la TavVII“Tavola materna e del femminile” ecc…</p>
<p>Illustriamo con degli esempi come le risposte date ad alcune macchie possano illuminare rispetto alle dimensioni identitarie e delle relazioni oggettuali di un soggetto.</p>
<p>Un giovane di 20 anni, appartenente ad una famiglia agiata ed ottimo studente, nei primi anni di università comincia a manifestare improvvisi ed inabilitanti attacchi di panico ed agorafobia. L’interpretazione data a Tav. IV di “una figura malefica, con le braccia che mi vogliono tenere” ci permette di inferire come il vissuto fobico del soggetto si origini da un rapporto conflittuale con un paterno possessivo e “castrante”, le cui aspettative tendono a “paralizzarlo”; il conflitto “esplode”, sotto forma della sintomatologia ansioso-fobica, nel momento in cui il ragazzo si trova di fronte all’intraprendere un percorso di individuazione rispetto al contesto familiare.</p>
<p>Un uomo di 37 anni decide di intraprendere un percorso terapeutico a causa della sua difficoltà ad avere relazioni sociali ed in particolare relazioni affettive soddisfacenti. Di fronte a Tav. VII afferma: “sento una sensazione di vuoto, vedo solo delle nuvole nere che promettono pioggia”. Questa interpretazione ci illumina riguardo al vissuto di scarso accudimento sperimentato rispetto alla figura materna in infanzia, e ci rende conto della problematica attuale rispetto al femminile, vissuto in modo angosciante a causa dell’aspettativa abbandonica che il soggetto vive all’interno delle relazioni con l’altro sesso, e che si connota di vissuti ansiosi e depressivi.</p>
<p>Una donna di 33 anni, insoddisfatta del suo matrimonio, in Tav III vede “una donna vestita da uomo”. In base alla risposta è lecito ipotizzare nella signora un conflitto riguardo all’assunzione di un ruolo sessuale definito, che la porta conseguentemente a non riuscire a porsi, all’interno della relazione col partner, con una propria identità strutturata.</p>
<p>In sintesi il Test di Rorschach, se utilizzato con una metodologia “pluridimensionale”, consente di compiere una valutazione a 360° gradi su un soggetto: si presta infatti ad una diagnosi descrittiva, coerente col DSM, ma che alla dimensione categoriale aggiunge la valutazione dimensionale. Permette altresì una diagnosi inferenziale, che illumini riguardo alle strutture ed al funzionamento mentale specifici dell’individuo che abbiamo di fronte.</p>
<p>Quello che emerge, alla fine di una valutazione condotta col Rorschach, è, per dirla con Carlo Rizzo, “una fotografia scattata al soggetto”.</p>
<p>Nell’ambito dell’attività diagnostica il Test si pone quindi come un preziosissimo supporto al colloquio clinico, perché offre la possibilità di raccogliere un gran numero di informazioni ed al contempo di compiere un’indagine in profondità, il tutto riducendo le fasi della valutazione al tempo necessario per l’elaborazione dei risultati.</p>
<p>Dott. Marco Guadalupi</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>BIBLIOGRAFIA:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ul>
<li>American Psychiatric Association (2000)<em> DSM-IV-TR, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, </em>trad. it. Masson, Milano, 2002</li>
<li>Cassano G.B., Pancheri P., Pavan L., Pazzagli A., Ravizza L, Rossi R., Smeraldi E., Volterra V. (1999) <em>Trattato italiano di psichiatria, </em>Masson, Milano</li>
<li>Dazzi N., Lingiardi V., Gazzillo F. (2009) <em>La Diagnosi</em><em> in psicologia clinica, </em>Cortina, Milano</li>
<li>Gabbard G. (2000) <em>Psichiatria psicodinamica, </em>trad. it. Cortina, Milano, 2002</li>
<li>Giambelluca F., Parisi S., Pes P. (1995) <em>L’interpretazione psicoanalitica del Rorschach, </em>Edizioni Kappa, Roma</li>
<li>Parisi S., Pes P., Faraglia A., Lanotte A., Spaccia S., (1992) <em>Disturbi di personalità e psicodiagnostica Rorschach,</em> Edizioni Kappa, Roma</li>
<li>Parisi S., Pes P., (2003) <em>Rortutor </em>- <em>guida ipertestuale Rorschach</em>, Edizione Centro H. Rorshach SRL, Roma</li>
<li>Task Force (2006) <em>Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM),</em> edizione italiana Cortina, Milano, 2008</li>
<li>Westen D., Shedler J., Lingiardi V. (1998) <em>La valutazione della personalità con la SWAP-200, </em>trad. it. Cortina, Milano, 2003</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
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		<item>
		<title>Il Rorschach e le ombre del gioco</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 11:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SRR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rorschach e Psicologia del Profondo]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco Patologico]]></category>
		<category><![CDATA[Ludopatia]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Fiorentino]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Parisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dice un vecchio detto: Il giocatore ha il diavolo in cuore. Queste parole possono ben esprimere il dramma di tanti giocatori patologici che in Italia stanno aumentando in misura esponenziale. Qualche giorno fa si è tenuto, presso la Camera dei Deputati a Roma,  un Convegno dal titolo A che gioco giochiamo? Politici ed esperti si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-large wp-image-1424" title="Le ombre del gioco" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/Le-ombre-del-gioco-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" />Dice un vecchio detto: Il <em>giocatore ha il diavolo in cuore. </em>Queste parole possono ben esprimere il dramma di tanti giocatori patologici che in Italia stanno aumentando in misura esponenziale. Qualche giorno fa si è tenuto, presso la Camera dei Deputati a Roma,  un Convegno dal titolo <em>A che gioco giochiamo? </em>Politici ed esperti si sono confrontati su un problema che in Italia sta assumendo  dimensioni  drammatiche sia per i costi,  un giocatore costa allo Stato Italiano circa 38.000 euro l’anno, sia per l’ingerenza della malavita  nei giochi on line e nelle sale scommesse. Nel 2011 la cifra spesa dagli Italiani per il gioco, in tutte le sue forme, ammonta a circa  80 miliardi di euro. Ma l’elemento che risulta più inquietante è la partecipazione sempre più numerosa dei minorenni, che si dedicano in prevalenza al gioco on line. Internet ha slatentizzato la tendenza al gioco di molti individui  che, nello spazio sicuro della propria casa, percorrono tutte le tappe della dipendenza, senza averne consapevolezza. I dati sulla situazione sono preoccupanti: in Italia esistono più di  700.000 giocatori patologici e recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenziano come  circa un milione e 800mila italiani siano a rischio di ludopatia. Questi numeri sono destinati ad aumentare perché lo Stato Italiano promuove una quantità sempre maggiore di giochi i cui  ricavi   rappresentano  il 4% del Pil, circa 16 volte il business annuale di Las Vegas!</p>
<p>In Italia il problema della dipendenza da gioco è sottostimato: non è stata recepita, a livello del SSN, la definizione del DSM IV che pone il gioco d’azzardo patologico (GAP) nella categoria dei  disturbi del controllo degli impulsi. Si tratta di una patologia   che implica  una compromissione dei vari aspetti della vita di un individuo: personale, familiare e finanziario.  La ludopatia è dunque una dipendenza, ma possiamo definirla una <em>dipendenza silente</em>: i media le  riservano  scarsa attenzione, sono pochi gli specialisti in questo campo e  in Italia  i Centri, pubblici e privati,  preposti alla cura di questo disagio sono ancora in numero esiguo.</p>
<p>Il Gruppo Abele di don Luigi Ciotti ha condotto un’importante ricerca sul gioco d’azzardo in Italia e sulle strutture terapeutiche a cui si rivolgono i giocatori patologici. Analizzando i dati  sull’attività di questi centri abbiamo verificato che, nella maggior parte dei casi,   manca  un servizio di psicodiagnosi. Ma noi sappiamo che la psicodiagnosi è uno strumento fondamentale per costruire un progetto terapeutico.  Dal quadro che emerge sembra che l’interesse precipuo stia nel curare il sintomo più che nell’individuare i motivi profondi che sono alla base di questo comportamento. Questa carenza è ancora più grave se si considera che le ricerche svolte in Italia su questo tema si servono di questionari americani che  accertano la dipendenza da gioco, ma non sono utilizzati test proiettivi come il Rorschach per conoscere il profilo psichico del giocatore dipendente.</p>
<p>Nella grande categoria delle dipendenze la ludopatia assume una configurazione particolare, che la rende diversa da altre forme di dipendenza: nei periodi di  incertezza e di transizione come quello che stiamo vivendo ora  il gioco diviene   il  luogo in cui si sfida il destino avverso o  si corteggia il caso.  Lo scrittore russo Dostoevskij ha descritto mirabilmente i demoni che abitano il cuore del giocatore, ma  anche il Rorschach può indagare su questi  demoni e può rispondere alla domanda  “Qual è la tipologia del giocatore patologico,  perché diventa dipendente e perché – tra le tante forme di dipendenza – <em>sceglie</em> proprio questa?”  Da tempo ci stiamo occupando di  ludopatia  e sappiamo come una psicodiagnosi Rorschach possa individuare quel fondo oscuro da cui nascono  le dipendenze,  ma anche  quella particolare fisionomia psicologica che ha bisogno di tentare e sfidare la sorte per dare un senso alla propria esistenza o per cambiarla. Gli elementi ‘in gioco’ sono molti, abbiamo a che fare con psichismi che hanno un substrato archetipico, per questo è così difficile intervenire a livello terapeutico.</p>
<p>Se grandi scrittori, musicisti,  registi e lo stesso Freud sono stati attratti dalla figura del giocatore ciò significa che questi non solo incarna un potente elemento di fascino ma  è portatore di un quid  in cui tutti noi, a livello profondo, possiamo riconoscerci. E a questo punto entriamo tutti in gioco….</p>
<p>Maria Fiorentino – Salvatore Parisi</p>
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		<title>Indicazioni riguardo il Regolamento per la pubblicità professionale</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 12:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SRR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elenco Esperti Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Colombari]]></category>
		<category><![CDATA[Ordine degli Psicologi]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Pes]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamento pubblicità professionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni Soci Ordinari ci hanno richiesto come poter pubblicizzare la propria competenza Rorschach, acquisita durante la formazione e valutata attraverso l&#8217;esame di ammissione all&#8217;Albo Soci,  in modo coerente con i Regolamenti sulla Pubblicità Informativa delle Attività Professionali stilati dagli Ordini degli Psicologi dell&#8217;Emilia Romagna e della Basilicata. La richiesta è stata inviata dal nostro Presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-large wp-image-1410" title="diploma" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/diploma-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" />Alcuni Soci Ordinari ci hanno richiesto come poter pubblicizzare la propria competenza Rorschach, acquisita durante la formazione e valutata attraverso l&#8217;esame di ammissione all&#8217;Albo Soci,  in modo coerente con i Regolamenti sulla Pubblicità Informativa delle Attività Professionali stilati dagli Ordini degli Psicologi dell&#8217;Emilia Romagna e della Basilicata.</p>
<p>La richiesta è stata inviata dal nostro Presidente Patrizia Pes ai Presidenti degli Ordini interessati.</p>
<p>Pubblichiamo di seguito lo scambio epistolare con la dottoressa Colombari, Presidente dell&#8217;Ordine dell&#8217;Emilia Romagna che ci ha gentilmente risposto.</p>
<div>
<div lang="IT">
<div>
<p><strong><span style="font-family: 'Segoe UI';">Da:</span></strong><span style="font-family: 'Segoe UI';"> Scuola Romana Rorschach <a href="mailto:[mailto:srr@scuolaromanarorschach.it]" target="_blank">[mailto:srr@<wbr>scuolaromanarorschach.it]</wbr></a><br />
<strong>Inviato:</strong> martedì 14 febbraio 2012 11.16<br />
<strong>A:</strong> <a href="mailto:in.psico.er@pec.ordpsicologier.it" target="_blank">in.psico.er@pec.<wbr>ordpsicologier.it</wbr></a><br />
<strong>Oggetto:</strong> Alla Cortese Attenzione della Dottoressa Manuela Colombari, Presidente dell&#8217;Ordine degli Psicologi dell&#8217;Emilia Romagna</span></p>
</div>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Gentile Presidente dell&#8217;Ordine,</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">In qualità di Presidente della Scuola Romana Rorschach desidero sottoporvi una questione che ci è stata posta da alcuni colleghi iscritti al suo Ordine professionale.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">La difficoltà in cui si trovano sta nel fatto che il vostro Regolamento sulla pubblicità professionale non permette di evidenziare opportunamente la formazione biennale specialistica svolta presso il nostro Istituto, ciò in quanto sembra che non possano utilizzare il termine “esperto in&#8230;”</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Il nostro Istituto, il più antico ancora attivo al mondo che si occupa dello studio, della ricerca e dell&#8217;aggiornamento sul Reattivo di Rorschach, ha formato nei suoi 70 anni di vita numerosi colleghi, sia del mondo accademico che del governo della professione.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">La Scuola Romana Rorschach è stata cofondatrice della International Rorschach Society ed è organismo nazionale riconosciuto. Gli allievi della Scuola Romana, dopo il superamento di un esame diventano Soci dell&#8217;Istituto e della Società Internazionale.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Pur volendo rispettare la logica dell&#8217;articolo che definisce la dicitura “Esperto in&#8230;” troppo generica, vorremmo condividere con voi la riflessione su quale sia il titolo che a vostro parere possano utilizzare gli iscritti-nostri soci che si giovano per la propria pratica professionale della competenza acquisita con la formazione.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Anche in considerazione del fatto che come ex vicepresidente dell&#8217;Ordine degli Psicologi del Lazio ho collaborato alla stesura e approvato le linee di indirizzo del mio Ordine professionale rifletto sulla possibilità che si creino delle gravi disparità tra i colleghi che non sentono tutelata la propria professionalità.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">In attesa di un vostro gentile riscontro</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Cordiali saluti</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Patrizia Pes<br />
Presidente della Scuola Romana Rorschach</span></p>
</div>
<div>
<p><span style="color: black; font-family: Calibri;">Da: <strong>Ordine Psicologi E-R</strong> &lt;<a href="mailto:info@ordpsicologier.it" target="_blank">info@ordpsicologier.it</a>&gt;<br />
Date: 27 marzo 2012 14:21<br />
Oggetto: R: Alla Cortese Attenzione della Dottoressa Manuela Colombari, Presidente dell&#8217;Ordine degli Psicologi dell&#8217;Emilia Romagna<br />
A: <a href="mailto:srr@scuolaromanarorschach.it" target="_blank">srr@scuolaromanarorschach.it</a></span></p>
<p>Prot. n. 392/U</p>
<p><span style="color: black; font-family: Calibri;"> </span><span style="font-family: Calibri;">Gent.ma dott.ssa Pes,</span></p>
<p><span style="color: black; font-family: Calibri;">in riferimento alla Sua del 14 febbraio scorso (prot. n. 386/E) , devo confermare che – in base a quanto previsto dal Regolamento sulla Pubblicità attualmente in vigore – non è possibile utilizzare il termine di “esperto”, che appare troppo generico e, pertanto, potenzialmente confusivo per gli utenti.</span></p>
<p><span style="color: black; font-family: Calibri;">Con la presente, sono quindi a proporre- analogamente a quanto previsto dal citato Regolamento in caso di titoli universitari post-laurea &#8211; che i Colleghi che hanno terminato la formazione prevista dalla Scuola da Lei presieduta riportino, sulla propria pubblicità professionale, esattamente la dicitura indicata sull’Attestato finale che immagino venga loro rilasciato al termine del percorso formativo.</span></p>
<p><span style="color: black; font-family: Calibri;">A disposizione per ogni chiarimento si rendesse necessario, invio i più cordiali saluti.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Manuela Colombari</span></p>
</div>
</div>
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		<title>Dalla grafologia al linguaggio grafomotorio</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 18:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zeila Pavone</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Psicodiagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[Grafologia]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio Grafomotorio]]></category>
		<category><![CDATA[Psicodiagnostica]]></category>
		<category><![CDATA[Rorschach e Grafologia]]></category>
		<category><![CDATA[Zeila Pavone]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle discipline più affascinanti che consente di avvicinarsi alla comprensione dell’uomo come individuo è la “grafologia” (dal greco graphè=scrittura e lògos=parola, discorso sulla scrittura). Recenti studi hanno dimostrato che le informazioni ottenute tramite l’osservazione della scrittura (tracciato grafico), potrebbero costituire una preziosa risorsa integrativa alla valutazione della personalità inserendosi come elemento in più per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1330" title="scrittura" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/scrittura-150x107.jpg" alt="" width="150" height="107" />Una delle discipline più affascinanti che consente di avvicinarsi alla comprensione dell’uomo come individuo è la “grafologia” (dal greco graphè=scrittura e lògos=parola, discorso sulla scrittura).</p>
<p>Recenti studi hanno dimostrato che le informazioni ottenute tramite l’osservazione della scrittura (tracciato grafico), potrebbero costituire una preziosa risorsa integrativa alla valutazione della personalità inserendosi come elemento in più per comprendere più a fondo il livello degli atteggiamenti di una persona, per motivarli e discuterli attraverso un canale concreto come quello della scrittura, con il risultato di una maggiore comprensione della realtà espressiva individuale e interazionale e con la possibilità di riconoscere e mobilitare aspetti positivi che fanno parte dell’autenticità temperamentale di ogni individuo. (Zucchi, 2000)</p>
<p>Le origini di questo sapere sono state scoperte solo recentemente, la sua nascita risale a quattrocento anni fa ed è da attribuirsi a Prospero Aldorisio, medico napoletano, che può essere considerato il primo grafologo della storia.</p>
<p>Nel corso dei secoli, il termine che definisce tale scienza è stato oggetto di grandi controversie. Così, dalla seconda metà dell’800, la ‘grafologia’, impropriamente denominata, si è diffusa in tutta Europa.</p>
<p>A favore di un’evoluzione scientifica, metodologica e applicativa della ‘grafologia’  lavora dal 1983 la dott.ssa Isabella Zucchi, psicologa, psicoterapeuta già Docente di Grafologia Dinamica all’Università “Carlo Bo” di Urbino e Caposcuola del modello di Counseling del Linguaggio Grafomotorio, insieme al prof. Federico Gresta che ha approfondito in particolare studi e ricerche epistemologiche. Dal loro impegno e con un’equipe di collaboratori è nata la Società Scientifica Italiana Consulenti del Linguaggio Grafico (S.S.I.Co.L.G.) situata a Urbania, di cui è presidente la stessa dott.ssa Zucchi.</p>
<p>Gli studi realizzati da Zucchi e Gresta e le esperienze portate avanti nell’ambito della Ssicolg, hanno permesso un’evoluzione del concetto di “grafologia”.</p>
<p>Viene proposto di parlare di Linguaggio Grafomotorio, in quanto linguaggio altamente individualizzato che esprime la persona. Spesso si sente parlare di studio della scrittura considerata come un test, ma ciò è scorretto, perché la scrittura, o meglio il tracciato grafomotorio che può essere uno scarabocchio, un disegno o la scrittura propriamente detta, non è un test, ma è un movimento che si pone nelle vie di espressione dell’uomo.</p>
<p>Quindi lo studio che si interessa del Linguaggio Grafomotorio, considera la scrittura come movimento spontaneamente prodotto dall’uomo attraverso una complessa interazione neuro-fisio-psicologica, come un comportamento motorio che è portatore dell’uomo-individuo che lo ha prodotto. (Zucchi, 2000)</p>
<p>Il professor Federico Gresta, direttore scientifico della Ssicolg, già Docente di Fondamenti di Motricità Grafica all’Università “Carlo Bo” di Urbino, dopo aver constatato che la ‘grafologia’ era sprovvista di un proprio oggetto di studio, ha dato inizio alla ricerca per risolvere la problematica di fondamentale importanza scientifica. Dato che gli aspetti metodologici dipendono dall’oggetto di studio (Gresta, 2002), così come il metodo dalla ricerca scientifica (Gresta, 2003), ha proposto un’ipotesi che connoterebbe la “grafologia”, o meglio, lo studio del tracciato grafico, in senso linguistico non solo per l’oggetto di studio proposto ma, in particolare, per aver teorizzato la struttura di un linguaggio grafomotorio che Gresta ha definito Linguaggio Grafico Primario o Linguaggio Grafomotorio. (Gresta, 2002)</p>
<p>Secondo questa prospettiva il tracciato grafico risulterebbe un particolare linguaggio, definizione più comprensibile rispetto alle altre scienze umane.</p>
<p>Questa identità favorirebbe aperture e integrazioni interdisciplinari soprattutto perché è una concezione che ha un suo fondamento epistemologico e un originale approccio applicativo, utile in diversi contesti psicoeducativi e sociali.</p>
<p>Nel portare avanti questo punto di vista, il 1 dicembre 2011, presso l’Università degli studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, ho discusso la tesi Specialistica in Psicologia Clinica dal titolo “L’approccio grafologico nell’assessment psicologico clinico multidimensionale”.</p>
<p>Attraverso l’assessment psicologico clinico multidimensionale è possibile raccogliere dati in relazione ai singoli casi per poterli elaborare. Si utilizzano il colloquio clinico, le interviste ma anche strumenti  psicometrici e psicodiagnostici che consentono di effettuare la valutazione della personalità di un individuo. Nell’assessment psicologico clinico multidimensionale è opportuno integrare in modo coerente strumenti di dominio specialistico, che facilitino la costruzione di un quadro di personalità il più possibile definito rispetto ai soggetti esaminati.</p>
<p>Questo approccio potrebbe costituire una preziosa risorsa integrativa all’interno dell’assessment psicologico clinico, poiché permette di ottenere una grande quantità di dati in tempi ottimali e con un basso livello di intrusività.</p>
<p>Come ulteriore approfondimento di questo articolo, <strong>venerdì 16 marzo</strong> alle ore <strong>15 </strong>presso la Scuola Romana Rorschach, si discuterà un caso di orientamento scolastico affrontato tramite l’utilizzo dell’approccio grafologico e del test di Rorschach nella valutazione e nella verifica delle tendenze psicofisiche nell’impostazione di un piano di intervento educativo.</p>
<p>Zeila Pavone</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dalla grafologia al linguaggio grafomotorio</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Discussione di un caso di orientamento scolastico</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Venerdì 16 Marzo ore 15</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Scuola Romana Rorschach</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Via di Tor Fiorenza 35 Roma</strong></p>
<p style="text-align: center;">La partecipazione all&#8217;incontro è gratuita</p>
<p style="text-align: center;">La prenotazione è obbligatoria</p>
<p>Per prenotarsi compilare il seguente form</p>
[contact-form-7]
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ma quale Rorschach e quali rorschachisti! Considerazioni sull&#8217;incontro del 17 Febbraio</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 11:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Pes</dc:creator>
				<category><![CDATA[La metodologia Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[abuso e maltrattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Infanzia Violata]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro Tribunali]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Pes]]></category>
		<category><![CDATA[Rorschach in ambito forense]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentili colleghi, sono molto contenta degli esiti del mio “sfogo” sull’uso, o meglio l’abuso del Rorschach in ambito peritale. L’incontro del 17 Febbraio ha raccolto il contributo di molti -psicologi, psichiatri, avvocati- si è parlato di deontologia ed etica professionale grazie anche alla partecipazione di alcuni colleghi che hanno rappresentato le proprie difficoltà nello svolgimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1323" title="logoxvideo2" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/logoxvideo2-150x96.jpg" alt="" width="150" height="96" />Gentili colleghi, sono molto contenta degli esiti del mio “<a href="http://www.scuolaromanarorschach.it/ma-quale-rorschach-e-quali-rorschachisti-riflessioni-su-un-uso-improprio-del-rorschach-in-ambito-peritale-2/">sfogo</a>” sull’uso, o meglio l’abuso del Rorschach in ambito peritale.</p>
<p>L’incontro del 17 Febbraio ha raccolto il contributo di molti -psicologi, psichiatri, avvocati- si è parlato di deontologia ed etica professionale grazie anche alla partecipazione di alcuni colleghi che hanno rappresentato le proprie difficoltà nello svolgimento dell’attività di consulenza: eventi frequenti ma per questo non meno gravi.</p>
<p>Coloro che non sono intervenuti hanno inviato mail di sostegno e proposto spunti molto interessanti.</p>
<p>Per dare un seguito e non far decadere la possibilità di un arricchimento professionale vorrei aprire un dibattito aperto anche alla Magistratura, al quale potrebbe fare seguito una tavola rotonda, più articolata che possa promuovere reali proposte di cambiamento.</p>
<p>Nel frattempo vorrei proporre un’altra riflessione sempre in merito al tema che stiamo affrontando: l’uso indiscriminato dei test, la troppa centralità dedicata a questi strumenti, non sarà un modo per coprire o colmare profonde lacune sul piano clinico?</p>
<p>Attendo le vostre considerazioni.</p>
<p>Grazie Patrizia Pes</p>
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		<title>Non solo il culto dell&#8217;immagine: la cura del benessere psicologico nella società odierna</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 23:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enpowerment e Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Check up Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Cura dell'immagine]]></category>
		<category><![CDATA[Disagio giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Guadalupi]]></category>
		<category><![CDATA[Orientamento]]></category>
		<category><![CDATA[Rendimento scolastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi, come me, si occupa del benessere psicologico, non può che rilevare quanto poco interesse sia rivolto nel nostro Paese a questa tematica. Tale mancanza è senza dubbio da imputarsi alle tendenze culturali dominanti del mondo occidentale, che focalizzano un’attenzione scrupolosa, a tratti eccessiva, sulla cura dell’aspetto fisico (atteggiamento che riempie palestre e studi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1310" title="The doctor is in!!" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/lucy-117x150.jpg" alt="" width="117" height="150" />Chi, come me, si occupa del benessere psicologico, non può che rilevare quanto poco interesse sia rivolto nel nostro Paese a questa tematica.</p>
<p>Tale mancanza è senza dubbio da imputarsi alle tendenze culturali dominanti del mondo occidentale, che focalizzano un’attenzione scrupolosa, a tratti eccessiva, sulla cura dell’aspetto fisico (atteggiamento che riempie palestre e studi di chirurghi plastici) a scapito dell’attenzione per il lato interiore della persona.</p>
<p>Gli stessi messaggi mass-mediatici avallano ed in un certo senso incoraggiano la filosofia del “sembrare più belli per stare meglio”, una filosofia che prevede il perseguimento della soddisfazione personale esclusivamente attraverso il successo della propria immagine esteriore, che è per sua stessa natura una gratificazione parziale, effimera e nient’affatto capace di garantire un benessere profondo e duraturo.</p>
<p>Anche nel sistema famiglia talvolta prevale una logica semplicistica che individua il benessere del figlio in relazione al raggiungimento di mete definite a monte in modo oggettivo e culturalmente determinate, che non tengono sempre presente il reale bisogno del giovane.</p>
<p>In realtà non di rado accade che ragazzi, che non manifestano alcun problema di rendimento a scuola, vivano esperienze di malessere che coinvolgono altre aree della loro vita, quali l’area della socialità, l’area del gioco e degli interessi extra-scolastici, l’area sentimentale, tutti ambiti in cui i criteri di benessere e malessere sono più sfumati e non codificabili in maniera netta.</p>
<p>Vanno menzionati poi i casi dei ragazzi che “utilizzano” il rendimento scolastico negativo come “veicolo” per comunicare la presenza di un disagio più profondo e di cui i cattivi voti a scuola costituiscono solamente “la punta dell’iceberg”; essi, attraverso processi non completamente coscienti, finiscono quasi per creare le condizioni perché si produca il rendimento insufficiente, con la speranza di trovare in questo modo un maggiore ascolto ed accoglimento da parte di quel “mondo degli adulti” che, interessato esclusivamente dalle loro <em>performances</em>, trascura il loro piacere e la loro soddisfazione personale.</p>
<p>In questo senso il Test delle Macchie d’Inchiostro di Hermann Rorschach risulta uno strumento “principe”, grazie alla sua capacità di cogliere in maniera precisa e puntuale lo stato psicologico ed affettivo di una persona, per individuare in un ragazzo la presenza di possibili malesseri presenti sottotraccia, nonché per evidenziarne i principali talenti e punti di forza, e quindi per comprendere come potergli offrire quell’aiuto di cui necessita affinchè possa compiere nella massima armonia e serenità il suo percorso di crescita personale ed umana.</p>
<p>A tal proposito noi della Scuola Romana Rorschach prendiamo atto con piacere del successo dei nostri “<a href="http://www.scuolaromanarorschach.it/servizi-ai-cittadini/">servizi ai cittadini</a>”, che testimoniano di come l’attenzione per le tematiche in questione stia cominciando a diffondersi all’interno delle famiglie e della nostra società, ed auspichiamo che ciò possa segnare un cambiamento di rotta decisivo verso un nuovo modo di intendere il benessere psicologico dei più giovani e non solo.</p>
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		<title>Inaugurazione della prima Lezione del Corso di Psicodiagnostica Rorschach &#8211; Milano, Sabato 10 Marzo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SRR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione Rorschach]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Sabato 10 Marzo alle ore 10,30 , presso la sede della Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa (SISPI) Via C. Menotti 11/c, 20129 Milano, il direttore dell&#8217;Istituto Salvatore Parisi inaugurerà la prima lezione del Corso di Psicodiagnostica Rorschach. E&#8217; possibile, previa prenotazione, assistere in qualità di ospite alla  lezione inaugurale. Per prenotarsi telefonare ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-medium wp-image-1296" title="Corso di Psicodiagnostica Rorschach - Milano" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/duomo_milano1-150x117.jpg" alt="" width="150" height="117" />Sabato 10 Marzo</strong> alle ore <strong>10,30</strong> ,</p>
<p style="text-align: center;">presso la sede della Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa (<strong>SISPI</strong>)<br />
Via C. Menotti 11/c, 20129 <strong>Milano</strong>,</p>
<p style="text-align: center;">il direttore dell&#8217;Istituto <strong>Salvatore Parisi</strong> inaugurerà la prima lezione del <strong><a href="http://www.scuolaromanarorschach.it/corso-rorschach/formazione-alla-psicodiagnostica-rorschach/">Corso di Psicodiagnostica Rorschach</a></strong>.</p>
<p style="text-align: center;">E&#8217; possibile, <span style="text-decoration: underline;">previa prenotazione</span>, assistere in qualità di ospite alla  lezione inaugurale.</p>
<p style="text-align: center;">Per prenotarsi telefonare ai numeri  06. 86 21 13 63  -  320.47 35 565</p>
<p style="text-align: center;">oppure compilare il form sottostante</p>
<p style="text-align: center;">[contact-form-7]</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ma quale Rorschach e quali rorschachisti! Riflessioni su un uso improprio del Rorschach in ambito peritale</title>
		<link>http://www.scuolaromanarorschach.it/ma-quale-rorschach-e-quali-rorschachisti-riflessioni-su-un-uso-improprio-del-rorschach-in-ambito-peritale-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Pes</dc:creator>
				<category><![CDATA[La metodologia Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Maltrattamento e Abuso]]></category>
		<category><![CDATA[abuso e maltrattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Infanzia Violata]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro Tribunali]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Pes]]></category>
		<category><![CDATA[Rorschach in ambito forense]]></category>

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		<description><![CDATA[È notte e mi trovo a scrivere queste righe alla fine di una giornata molto deludente che porta con sé un profondo vissuto di delusione ed impotenza. In questo periodo storico colmo di grave incertezza sociale e della Persona, in una condizione che ci porta a ricercare verità, evidenze, convinzioni, ruolo ed identità, anche la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1254" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/convegno_nardo.jpg" alt="" width="180" height="173" />È notte e mi trovo a scrivere queste righe alla fine di una giornata molto deludente che porta con sé un profondo vissuto di delusione ed impotenza.</p>
<p>In questo periodo storico colmo di grave incertezza sociale e della Persona, in una condizione che ci porta a ricercare verità, evidenze, convinzioni, ruolo ed identità, anche la nostra professione risente di una sorta di esibizionismo, falsa certezza, arroganza dell’essere e del fare, e di quanto possa essere più rappresentativo del contesto in cui viviamo: presunzione e violenza.</p>
<p>Lavoro con i Tribunali, mi occupo di <em>maltrattamento e abuso all’infanzia</em>, e rifletto che questa frase sta diventando obsoleta, come se si fosse deteriorata con il tempo, un tempo che nel suo trascorrere ha trasformato un iniziale nobile intendimento di cura, protezione e apertura verso il futuro, in un percorso per soddisfare il proprio voyeurismo, potere, arroganza.</p>
<p>Sono sempre più i colleghi che, seppur spinti dalla necessità di lavorare, cavalcano il territorio giuridico inventandosi formazioni, ricette di verità ed illusioni per chi, non si sa perché, vuole imparare a <em>tutelare</em> i minori, a mettersi dalla parte del debole e ad acquisire un diritto/potere illusorio e giudicante.</p>
<p>Che scempio!</p>
<p>Fioriscono carte intestate ricche di arroganti competenze che nulla hanno a che vedere con il rispetto e la delicatezza con la quale è necessario ed imprescindibile accostarsi a questa professione: Perito – Consulente – Criminologo – Professionista Forense….!</p>
<p>Nell’ambito penale, civile e minorile, questi liberi professionisti, ma liberi soltanto dal vincolo dell’onestà e della correttezza, offrono ai Giudici interessanti tesi e soluzioni arrogandosi il diritto autodeterminato di valutare capacità genitoriali ed abusi dell’anima, prima che della verginità.</p>
<p>Gli strumenti utilizzati e le metodologie scelte per rispondere ad interrogativi che sulla carta si chiamano <em>Quesiti </em> ma che per la Persona rappresentano il futuro, sono vari e spesso impiegati molto male: fra tutti campeggia il Test di Rorschach.</p>
<p>Il Rorschach è uno strumento puntuale, attento, profondo che deve essere utilizzato solo da chi ne ha la giusta competenza altrimenti rischia di essere assolutamente devastante. Viene spesso impiegato come elemento di verità incontrastato, come base e leva per soddisfare la propria alterigia, superbia e presunzione.</p>
<p>Somministrare il Rorschach dà potere, un potere che tende a schiacciare l’altro che si accosta inconsapevole a ciò che lo strumento può rivelare, ciò che ne deriva finisce spesso per essere  una condanna psichica e molto poco una fonte per individuare risorse e cambiamenti. “<em>Lo dice il Rorschach!</em>” Ma quale Rorschach e quali rorschachisti!</p>
<p>Il Rorschach sta diventando per i Giudici una sorta di fantasma onnipresente del quale non conoscono i codici di linguaggio e dal quale, spesso, dovrebbero difendersi ma purtroppo non ne hanno gli strumenti.</p>
<p>Quanti di voi leggeranno queste righe e rappresentano quella categoria di colleghi attenti e rispettosi dello strumento, non potranno che condividere tali tristi riflessioni e mi perdoneranno le sfogo.</p>
<p>Pertanto credo sia giunto il momento di confrontarsi ed informo i colleghi che è mia volontà organizzare per <a href="http://www.scuolaromanarorschach.it/rorschach-in-ambito-giuridico-forense-2/">Venerdì 17 Febbraio alle 14,30 un incontro finalizzato a riflettere insieme su questa tematica</a>.</p>
<p>Patrizia Pes</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Costa Concordia. Rorschach e ruoli di responsabilità.</title>
		<link>http://www.scuolaromanarorschach.it/la-costa-concordia-rorschach-e-ruoli-di-responsabilita/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SRR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enpowerment e Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Concordia]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Crociere]]></category>
		<category><![CDATA[Job Profiling e Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Macchie di Inchiostro]]></category>
		<category><![CDATA[Psicodiagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia dell'emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Selezione]]></category>
		<category><![CDATA[Selezione Professionale e Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Test di Rorschach]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img class="alignleft size-full wp-image-1236" title="concordia" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/concordia.jpg" alt="" width="275" height="183" />Era forse possibile evitare la sciagura della Concordia se il comandante &#8211; prima di essere promosso e prima che gli venisse affidato  il comando di una nave da crociera -  fosse stato sottoposto, insieme alle prove selettive e alle valutazioni di prassi,  ad una psicodiagnosi completa e mirata che accertasse la sua capacità di tenuta nelle situazioni di emergenza, l’equilibrio della sua struttura psichica e l’attendibilità del suo esame di realtà.</p>
<p align="left">Analizzando il modo in cui si sono svolti gli eventi, si configura l’ipotesi che l’errore umano che ha causato il disastro possa essere ascrivibile anche ad una negazione patologica (probabilmente di matrice narcisistica) del rischio, delle conseguenze e infine dell’entità della tragedia.</p>
<p align="left">Lo svolgersi dei fatti, tutti i comportamenti tenuti dal comandante dal momento dell’impatto alle 24 ore successive, le registrazioni delle telefonate, che abbiamo potuto apprendere dai media, rivelano che non ci si trova di fronte a una persona che presenta una compromissione della capacità di intendere e di volere, il che si può evincere anche dai suoi vari, disperati tentativi di fornire agli inquirenti spiegazioni plausibili, ma rivelatesi  infondate.</p>
<p align="left">Nella scelta del personale con ruoli di grande  responsabilità è necessario prendere in esame non soltanto le caratteristiche professionali, ma fare anche una valutazione della struttura psichica,  perché esistono delle psicopatologie che non emergono in modo eclatante nel comportamento quotidiano ma che, paradossalmente, si rivelano proprio nella gestione del ruolo ed in circostanze stressanti. Storicamente patologie più o meno silenti si sono espresse in tutta la loro gravità quando  è stato conferito  un potere su altri esseri umani (realtà che tutti noi abbiamo tragicamente conosciuto attraverso i comportamenti di numerosi dittatori). In questi casi la pulsione distruttiva emerge,  dilagando in modo inarrestabile.</p>
<p align="left">Una psicodiagnosi Rorschach svolta su soggetti candidati a ruoli di elevata responsabilità può rivestire  un grande valore di prevenzione.</p>
<p align="left">La Scuola Romana Rorschach ha collaborato con lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano nella valutazione delle caratteristiche di personalità dei soldati dei Corpi Speciali, individui che operano in condizioni estreme, chiamati a rischiare  la propria e l’altrui vita. Proprio in virtù di questa importante esperienza ribadiamo la centralità dell’uso delle Macchie di Inchiostro nei processi di selezione.</p>
<p align="left">Affidare compiti e mansioni di alta responsabilità a persone non idonee può creare, come dimostrato dal caso in questione, da un lato danni gravissimi alla società e dall’altro determinare, in chi crolla sotto il peso di un ruolo che non ha potuto gestire, la compromissione di un’intera esistenza ed il peso di una tragica negatività.</p>
<p align="left">La caratteristica peculiare della psicodiagnosi attraverso l’uso del Reattivo di Rorschach, infatti, è particolarmente utile proprio per indagare a fondo personalità intelligenti ed evolute i cui nuclei psicopatologici non sempre emergono nel contesto di colloqui selettivi, di questionari  e ai test strutturati di personalità.</p>
<p align="left">Salvatore Parisi e Maria Fiorentino</p>
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