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	<title>Scuola Romana Rorschach</title>
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	<description>Dal 1938 il Metodo in continuo sviluppo in Italia e all&#039;estero</description>
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		<title>Non solo il culto dell&#8217;immagine: la cura del benessere psicologico nella società odierna</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 23:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enpowerment e Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Check up Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[Cura dell'immagine]]></category>
		<category><![CDATA[Disagio giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Guadalupi]]></category>
		<category><![CDATA[Orientamento]]></category>
		<category><![CDATA[Rendimento scolastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi, come me, si occupa del benessere psicologico, non può che rilevare quanto poco interesse sia rivolto nel nostro Paese a questa tematica. Tale mancanza è senza dubbio da imputarsi alle tendenze culturali dominanti del mondo occidentale, che focalizzano un’attenzione scrupolosa, a tratti eccessiva, sulla cura dell’aspetto fisico (atteggiamento che riempie palestre e studi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1310" title="The doctor is in!!" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/lucy-117x150.jpg" alt="" width="117" height="150" />Chi, come me, si occupa del benessere psicologico, non può che rilevare quanto poco interesse sia rivolto nel nostro Paese a questa tematica.</p>
<p>Tale mancanza è senza dubbio da imputarsi alle tendenze culturali dominanti del mondo occidentale, che focalizzano un’attenzione scrupolosa, a tratti eccessiva, sulla cura dell’aspetto fisico (atteggiamento che riempie palestre e studi di chirurghi plastici) a scapito dell’attenzione per il lato interiore della persona.</p>
<p>Gli stessi messaggi mass-mediatici avallano ed in un certo senso incoraggiano la filosofia del “sembrare più belli per stare meglio”, una filosofia che prevede il perseguimento della soddisfazione personale esclusivamente attraverso il successo della propria immagine esteriore, che è per sua stessa natura una gratificazione parziale, effimera e nient’affatto capace di garantire un benessere profondo e duraturo.</p>
<p>Anche nel sistema famiglia talvolta prevale una logica semplicistica che individua il benessere del figlio in relazione al raggiungimento di mete definite a monte in modo oggettivo e culturalmente determinate, che non tengono sempre presente il reale bisogno del giovane.</p>
<p>In realtà non di rado accade che ragazzi, che non manifestano alcun problema di rendimento a scuola, vivano esperienze di malessere che coinvolgono altre aree della loro vita, quali l’area della socialità, l’area del gioco e degli interessi extra-scolastici, l’area sentimentale, tutti ambiti in cui i criteri di benessere e malessere sono più sfumati e non codificabili in maniera netta.</p>
<p>Vanno menzionati poi i casi dei ragazzi che “utilizzano” il rendimento scolastico negativo come “veicolo” per comunicare la presenza di un disagio più profondo e di cui i cattivi voti a scuola costituiscono solamente “la punta dell’iceberg”; essi, attraverso processi non completamente coscienti, finiscono quasi per creare le condizioni perché si produca il rendimento insufficiente, con la speranza di trovare in questo modo un maggiore ascolto ed accoglimento da parte di quel “mondo degli adulti” che, interessato esclusivamente dalle loro <em>performances</em>, trascura il loro piacere e la loro soddisfazione personale.</p>
<p>In questo senso il Test delle Macchie d’Inchiostro di Hermann Rorschach risulta uno strumento “principe”, grazie alla sua capacità di cogliere in maniera precisa e puntuale lo stato psicologico ed affettivo di una persona, per individuare in un ragazzo la presenza di possibili malesseri presenti sottotraccia, nonché per evidenziarne i principali talenti e punti di forza, e quindi per comprendere come potergli offrire quell’aiuto di cui necessita affinchè possa compiere nella massima armonia e serenità il suo percorso di crescita personale ed umana.</p>
<p>A tal proposito noi della Scuola Romana Rorschach prendiamo atto con piacere del successo dei nostri “<a href="http://www.scuolaromanarorschach.it/servizi-ai-cittadini/">servizi ai cittadini</a>”, che testimoniano di come l’attenzione per le tematiche in questione stia cominciando a diffondersi all’interno delle famiglie e della nostra società, ed auspichiamo che ciò possa segnare un cambiamento di rotta decisivo verso un nuovo modo di intendere il benessere psicologico dei più giovani e non solo.</p>
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		<title>Inaugurazione della prima Lezione del Corso di Psicodiagnostica Rorschach &#8211; Milano, Sabato 10 Marzo</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 12:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SRR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione Rorschach]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Sabato 10 Marzo alle ore 10,30 , presso la sede della Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa (SISPI) Via C. Menotti 11/c, 20129 Milano, il direttore dell&#8217;Istituto Salvatore Parisi inaugurerà la prima lezione del Corso di Psicodiagnostica Rorschach. E&#8217; possibile, previa prenotazione, assistere in qualità di ospite alla  lezione inaugurale. Per prenotarsi telefonare ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-medium wp-image-1296" title="Corso di Psicodiagnostica Rorschach - Milano" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/duomo_milano1-150x117.jpg" alt="" width="150" height="117" />Sabato 10 Marzo</strong> alle ore <strong>10,30</strong> ,</p>
<p style="text-align: center;">presso la sede della Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa (<strong>SISPI</strong>)<br />
Via C. Menotti 11/c, 20129 <strong>Milano</strong>,</p>
<p style="text-align: center;">il direttore dell&#8217;Istituto <strong>Salvatore Parisi</strong> inaugurerà la prima lezione del <strong><a href="http://www.scuolaromanarorschach.it/corso-rorschach/formazione-alla-psicodiagnostica-rorschach/">Corso di Psicodiagnostica Rorschach</a></strong>.</p>
<p style="text-align: center;">E&#8217; possibile, <span style="text-decoration: underline;">previa prenotazione</span>, assistere in qualità di ospite alla  lezione inaugurale.</p>
<p style="text-align: center;">Per prenotarsi telefonare ai numeri  06. 86 21 13 63  -  320.47 35 565</p>
<p style="text-align: center;">oppure compilare il form sottostante</p>
<p style="text-align: center;">[contact-form-7]</p>
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		<title>Ma quale Rorschach e quali rorschachisti! Riflessioni su un uso improprio del Rorschach in ambito peritale</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:57:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Pes</dc:creator>
				<category><![CDATA[La metodologia Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Maltrattamento e Abuso]]></category>
		<category><![CDATA[abuso e maltrattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Infanzia Violata]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro Tribunali]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Pes]]></category>
		<category><![CDATA[Rorschach in ambito forense]]></category>

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		<description><![CDATA[È notte e mi trovo a scrivere queste righe alla fine di una giornata molto deludente che porta con sé un profondo vissuto di delusione ed impotenza. In questo periodo storico colmo di grave incertezza sociale e della Persona, in una condizione che ci porta a ricercare verità, evidenze, convinzioni, ruolo ed identità, anche la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1254" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/convegno_nardo.jpg" alt="" width="180" height="173" />È notte e mi trovo a scrivere queste righe alla fine di una giornata molto deludente che porta con sé un profondo vissuto di delusione ed impotenza.</p>
<p>In questo periodo storico colmo di grave incertezza sociale e della Persona, in una condizione che ci porta a ricercare verità, evidenze, convinzioni, ruolo ed identità, anche la nostra professione risente di una sorta di esibizionismo, falsa certezza, arroganza dell’essere e del fare, e di quanto possa essere più rappresentativo del contesto in cui viviamo: presunzione e violenza.</p>
<p>Lavoro con i Tribunali, mi occupo di <em>maltrattamento e abuso all’infanzia</em>, e rifletto che questa frase sta diventando obsoleta, come se si fosse deteriorata con il tempo, un tempo che nel suo trascorrere ha trasformato un iniziale nobile intendimento di cura, protezione e apertura verso il futuro, in un percorso per soddisfare il proprio voyeurismo, potere, arroganza.</p>
<p>Sono sempre più i colleghi che, seppur spinti dalla necessità di lavorare, cavalcano il territorio giuridico inventandosi formazioni, ricette di verità ed illusioni per chi, non si sa perché, vuole imparare a <em>tutelare</em> i minori, a mettersi dalla parte del debole e ad acquisire un diritto/potere illusorio e giudicante.</p>
<p>Che scempio!</p>
<p>Fioriscono carte intestate ricche di arroganti competenze che nulla hanno a che vedere con il rispetto e la delicatezza con la quale è necessario ed imprescindibile accostarsi a questa professione: Perito – Consulente – Criminologo – Professionista Forense….!</p>
<p>Nell’ambito penale, civile e minorile, questi liberi professionisti, ma liberi soltanto dal vincolo dell’onestà e della correttezza, offrono ai Giudici interessanti tesi e soluzioni arrogandosi il diritto autodeterminato di valutare capacità genitoriali ed abusi dell’anima, prima che della verginità.</p>
<p>Gli strumenti utilizzati e le metodologie scelte per rispondere ad interrogativi che sulla carta si chiamano <em>Quesiti </em> ma che per la Persona rappresentano il futuro, sono vari e spesso impiegati molto male: fra tutti campeggia il Test di Rorschach.</p>
<p>Il Rorschach è uno strumento puntuale, attento, profondo che deve essere utilizzato solo da chi ne ha la giusta competenza altrimenti rischia di essere assolutamente devastante. Viene spesso impiegato come elemento di verità incontrastato, come base e leva per soddisfare la propria alterigia, superbia e presunzione.</p>
<p>Somministrare il Rorschach dà potere, un potere che tende a schiacciare l’altro che si accosta inconsapevole a ciò che lo strumento può rivelare, ciò che ne deriva finisce spesso per essere  una condanna psichica e molto poco una fonte per individuare risorse e cambiamenti. “<em>Lo dice il Rorschach!</em>” Ma quale Rorschach e quali rorschachisti!</p>
<p>Il Rorschach sta diventando per i Giudici una sorta di fantasma onnipresente del quale non conoscono i codici di linguaggio e dal quale, spesso, dovrebbero difendersi ma purtroppo non ne hanno gli strumenti.</p>
<p>Quanti di voi leggeranno queste righe e rappresentano quella categoria di colleghi attenti e rispettosi dello strumento, non potranno che condividere tali tristi riflessioni e mi perdoneranno le sfogo.</p>
<p>Pertanto credo sia giunto il momento di confrontarsi ed informo i colleghi che è mia volontà organizzare per <a href="http://www.scuolaromanarorschach.it/rorschach-in-ambito-giuridico-forense-2/">Venerdì 17 Febbraio alle 14,30 un incontro finalizzato a riflettere insieme su questa tematica</a>.</p>
<p>Patrizia Pes</p>
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		<title>La Costa Concordia. Rorschach e ruoli di responsabilità.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SRR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enpowerment e Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Concordia]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Crociere]]></category>
		<category><![CDATA[Job Profiling e Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Macchie di Inchiostro]]></category>
		<category><![CDATA[Psicodiagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia dell'emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Selezione]]></category>
		<category><![CDATA[Selezione Professionale e Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Test di Rorschach]]></category>

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		<description><![CDATA[Era forse possibile evitare la sciagura della Concordia se il comandante &#8211; prima di essere promosso e prima che gli venisse affidato  il comando di una nave da crociera -  fosse stato sottoposto, insieme alle prove selettive e alle valutazioni di prassi,  ad una psicodiagnosi completa e mirata che accertasse la sua capacità di tenuta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img class="alignleft size-full wp-image-1236" title="concordia" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/concordia.jpg" alt="" width="275" height="183" />Era forse possibile evitare la sciagura della Concordia se il comandante &#8211; prima di essere promosso e prima che gli venisse affidato  il comando di una nave da crociera -  fosse stato sottoposto, insieme alle prove selettive e alle valutazioni di prassi,  ad una psicodiagnosi completa e mirata che accertasse la sua capacità di tenuta nelle situazioni di emergenza, l’equilibrio della sua struttura psichica e l’attendibilità del suo esame di realtà.</p>
<p align="left">Analizzando il modo in cui si sono svolti gli eventi, si configura l’ipotesi che l’errore umano che ha causato il disastro possa essere ascrivibile anche ad una negazione patologica (probabilmente di matrice narcisistica) del rischio, delle conseguenze e infine dell’entità della tragedia.</p>
<p align="left">Lo svolgersi dei fatti, tutti i comportamenti tenuti dal comandante dal momento dell’impatto alle 24 ore successive, le registrazioni delle telefonate, che abbiamo potuto apprendere dai media, rivelano che non ci si trova di fronte a una persona che presenta una compromissione della capacità di intendere e di volere, il che si può evincere anche dai suoi vari, disperati tentativi di fornire agli inquirenti spiegazioni plausibili, ma rivelatesi  infondate.</p>
<p align="left">Nella scelta del personale con ruoli di grande  responsabilità è necessario prendere in esame non soltanto le caratteristiche professionali, ma fare anche una valutazione della struttura psichica,  perché esistono delle psicopatologie che non emergono in modo eclatante nel comportamento quotidiano ma che, paradossalmente, si rivelano proprio nella gestione del ruolo ed in circostanze stressanti. Storicamente patologie più o meno silenti si sono espresse in tutta la loro gravità quando  è stato conferito  un potere su altri esseri umani (realtà che tutti noi abbiamo tragicamente conosciuto attraverso i comportamenti di numerosi dittatori). In questi casi la pulsione distruttiva emerge,  dilagando in modo inarrestabile.</p>
<p align="left">Una psicodiagnosi Rorschach svolta su soggetti candidati a ruoli di elevata responsabilità può rivestire  un grande valore di prevenzione.</p>
<p align="left">La Scuola Romana Rorschach ha collaborato con lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano nella valutazione delle caratteristiche di personalità dei soldati dei Corpi Speciali, individui che operano in condizioni estreme, chiamati a rischiare  la propria e l’altrui vita. Proprio in virtù di questa importante esperienza ribadiamo la centralità dell’uso delle Macchie di Inchiostro nei processi di selezione.</p>
<p align="left">Affidare compiti e mansioni di alta responsabilità a persone non idonee può creare, come dimostrato dal caso in questione, da un lato danni gravissimi alla società e dall’altro determinare, in chi crolla sotto il peso di un ruolo che non ha potuto gestire, la compromissione di un’intera esistenza ed il peso di una tragica negatività.</p>
<p align="left">La caratteristica peculiare della psicodiagnosi attraverso l’uso del Reattivo di Rorschach, infatti, è particolarmente utile proprio per indagare a fondo personalità intelligenti ed evolute i cui nuclei psicopatologici non sempre emergono nel contesto di colloqui selettivi, di questionari  e ai test strutturati di personalità.</p>
<p align="left">Salvatore Parisi e Maria Fiorentino</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Drammaterapia: Laboratorio Creativo su Teatro e Rorschach,&#8221;I Disegni della Mente&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 21:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SRR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema Dramaterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi di Drammaterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Drammaterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicodramma]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; L’Istituto Scuola Romana Rorschach ed il Creative Drama In-Out Theatre promuovono per il 2012 il primo corso di Rorschach e Teatro indirizzato a psicologi Clinici e Psicodiagnosti. Il 27 gennaio, alle ore 20.30, presso l’Istituto Scuola Romana Rorschach, avrà luogo un laboratorio dimostrativo aperto al pubblico, mirato a mostrare l&#8217;utilizzo della drammaterapia nel campo clinico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
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<p>&nbsp;</p>
<p align="left"><img class="alignleft size-full wp-image-1239" title="Rorschach e Teatro" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/Rorschach-e-Teatro.jpg" alt="" width="180" height="278" />L’Istituto Scuola Romana Rorschach ed il Creative Drama In-Out Theatre promuovono per il 2012 il primo corso di Rorschach e Teatro indirizzato a psicologi Clinici e Psicodiagnosti.<br />
Il <strong>27 gennaio</strong>, alle ore <strong>20.30</strong>, presso l’<strong>Istituto Scuola Romana Rorschach</strong>, avrà luogo un laboratorio dimostrativo aperto al pubblico, mirato a mostrare l&#8217;utilizzo della drammaterapia nel campo clinico e delle Risorse.<br />
L’iniziativa nasce nell’intento di sottolineare come momento di diagnosi e di terapia non lavorino mai separati, ma contribuiscano, con gli specifici strumenti di appartenenza, ad una visione e gestione del “cliente” fondamentalmente olistica, che non distingue, se non in ambito di intervento specifico, tra risorse e conflitti della persona. Infatti, l’indagine su quanto di disarmonico è nei tratti di personalità di un individuo, proprio nel test di Rorschach, cammina di pari passo con quanto di disadattivo esiste nel suo modello di pensiero e stile di vita.<br />
Ma esiste una motivazione ancora più specifica che ci fa accostare ambiti così apparentemente lontani come il “teatro che cura” ed il “test della macchie”: il meccanismo proiettivo che è alla base di ogni relazione, investimento oggettuale, specifico modello di difesa dell’Io e processo artistico. I disegni che la mente proietta sotto lo stimolo espositivo ad una tavola del test, appartengono allo stesso meccanismo che soprassiede alla messa in scena di una performance in drammaterapia. La “drammatizzazione”, nel test espressa attraverso il verbo e nel teatro agìta attraverso il “drama”, descrive comunque un vissuto della persona con un rimando alla sua realtà nascosta, né da segno attraverso la codificazione simbolica, si offre alla interpretazione nell’analisi delle condotte.</p>
<p>L’uso della drammaterapia, scelto elettivamente come strumento di terapia, necessita per un clinico di un percorso formativo specifico e maturato nella importante motivazione a questo specifico tipo di approccio terapeutico, ma riteniamo che per lo psicodiagnosta possa essere estremamente utile l’osservazione delle dinamiche che sono generalmente solo sottese a quanto egli va ad interpretare, al di fuori dell’agito e dell’osservazione delle condotte. D’altra parte la partecipazione personale ad un contesto cognitivo-emotivo che privilegi la fenomenologia dietro l’ottica teatrale del “come se”, pone gli operatori non solo nella condizione di osservatori , ma anche di sperimentatori del vissuto intrapsichico e relazionale.</p>
<p align="left">Direttori:<br />
<strong>Salvatore Parisi</strong>, direttore Scuola Romana Rorshach, psicologo clinico e psicodiagnosta;</p>
<p align="left"><strong>Ermanno Gioacchini</strong>, direttore del Creative Drama In-Out Theatre, psichiatra e dramma terapeuta.</p>
<p align="left">Segreteria Scientifica:</p>
<p align="left">dott. Vito Rocco Genzano, dott.ssa Flavia Pitorri<br />
Si richiede una prenotazione (gratuita) sia via mail all’indirizzo <a href="mailto: drammaterapia.atelier@yahoo.it">drammaterapia.atelier@yahoo.it</a> o via <a href="http://www.facebook.com/events/176279815806337/">Facebook</a> su queste pagina (<a href="http://www.facebook.com/events/176279815806337/">http://www.facebook.com/events/176279815806337/</a>)</p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="line-height: normal;"><br />
</span></span></p>
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</div>
]]></content:encoded>
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		<title>CineRorschach</title>
		<link>http://www.scuolaromanarorschach.it/cinerorschach/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 11:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Minutoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura delle macchie Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Minutoli]]></category>
		<category><![CDATA[macchie Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Rorschach tavole]]></category>
		<category><![CDATA[tavole Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Test di Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[test Rorschach]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione delle Feste Natalizie abbiamo pensato di offrire a tutti voi un piccolo divertissement rorschachiano. Si tratta di un breve video che è stato presentato durante una delle Giornate di Studio  “Rorschach e Psicologia del Profondo”, e che contiene un montaggio di varie scene, tratte da film, cortometraggi e serie televisive in cui compaiono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1098" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/CINERORSCHACH-014_0001-60x60.jpg" alt="Lo Specchio Scuro" width="60" height="60" />In occasione delle Feste Natalizie abbiamo pensato di offrire a tutti voi un piccolo <em>divertissement</em> rorschachiano. Si tratta di un breve video che è stato presentato durante una delle Giornate di Studio  “Rorschach e Psicologia del Profondo”, e che contiene un montaggio di varie scene, tratte da film, cortometraggi e serie televisive in cui compaiono le nostre amate Macchie di Inchiostro di Rorschach.  In alcuni casi vengono usate le Tavole originali, altre volte macchie create dalla produzione.</p>
<p>Il progetto nacque un po&#8217; come un gioco.  Durante gli incontri di uno dei nostri gruppi di ricerca si parlò dei film in cui comparivano macchie d&#8217;inchiostro, a ognuno era capitato di vedere scene di questo tipo in varie produzioni.</p>
<p>Si pensò quindi di cercare e raccogliere quante più segnalazioni possibili e riunire  tutto il materiale in un unico video: l&#8217;idea venne lanciata sul forum del sito dell&#8217;Istituto, chiedemmo agli utenti di indicarci in quali film avevano visto le macchie: la risposta fu entusiastica e dopo una ricerca minuziosa fummo in grado di reperire quasi tutte le sequenze segnalate.</p>
<p>Il filmato che potete vedere qui di seguito le raccoglie tutte.</p>
<p>La prima di queste è tratta da un film del lontano 1946 (“Lo specchio scuro” di Robert Siodmak), forse la prima apparizione del Rorschach in celluloide. È un film di cui suggeriamo la visione a tutti i rorschachisti, proprio per il ruolo che la somministrazione del Test ricopre nella vicenda: si narra infatti di due sorelle gemelle indagate per omicidio, ma solo una delle due è l&#8217;assassina, e verrà scoperta dallo psichiatra che le ha in cura entrambe, anche attraverso il Test che ne farà emergere il lato oscuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=A32yc_zaFAI"><img src="http://img.youtube.com/vi/A32yc_zaFAI/default.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=A32yc_zaFAI">Click here</a> to view the video on YouTube.</p>

<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-align: center">Siamo sicuri che vi avrà divertito e incuriosito guardare il CineRorschach, ed anche che molti di voi hanno in mente altre scene che non sono state incluse nel nostro  montaggio: vi invitiamo a segnalarle, sia qui sul sito sia sulla nostra pagina </span><a title="Facebook" href="https://www.facebook.com/scuola.romana.rorschach?ref=tn_tnmn" target="_blank">Facebook</a><span style="text-align: center">, magari potremmo realizzare un “Cinerorschach2”!</span></p>
<p>Con l&#8217;occasione, tutto lo Staff della Scuola Romana Rorschach augura a tutti voi un sereno Natale e un inizio d&#8217;anno pieno di belle novità!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alessandra Minutoli</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Merry Rorschach Christmas! Happy hour Natalizio!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 11:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SRR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Test di Rorschach]]></category>

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		<description><![CDATA[La Scuola Romana Rorschach, in linea con le sue migliori tradizioni, è lieta di invitare tutti voi, colleghi e amici, a un Happy Hour natalizio, una piccola festa che si terrà presso la sede della Scuola lunedì 19 dicembre alle ore 19:00. Un&#8217;occasione per scambiarsi gli auguri e trascorrere un paio d&#8217;ore di festa in compagnia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-large wp-image-1030" title="alberello_small" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/alberello_small-297x300.jpg" alt="" width="297" height="300" />La Scuola Romana Rorschach, in linea con le sue migliori tradizioni, è lieta di invitare tutti voi, colleghi e amici, a un Happy Hour natalizio, una piccola festa che si terrà presso la sede della Scuola lunedì 19 dicembre alle ore 19:00.</p>
<p>Un&#8217;occasione per scambiarsi gli auguri e trascorrere un paio d&#8217;ore di festa in compagnia di tutti gli appassionati delle Macchie.</p>
<p>È prevista una grande TOMBOLA RORSCHACHIANA con ricchi premi, ovviamente a marchio Rorschach!</p>
<p>Vi aspettiamo numerosissimi</p>
<p>Lo staff</p>
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		<title>Le Tavole Parallele al Rorschach</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 22:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SRR</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura delle macchie Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Hans Zulliger]]></category>
		<category><![CDATA[Hermann Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizia Pes]]></category>
		<category><![CDATA[Re-Test]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Parisi]]></category>
		<category><![CDATA[Tavole Parallele]]></category>
		<category><![CDATA[Z Test]]></category>

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		<description><![CDATA[Viste le numerose domande e richieste di informazioni che, sia durante i corsi che in varie occasioni, ci vengono rivolte in relazione alle circostanze nelle quali non sia possibile o consigliabile utilizzare, per la valutazione psicodiagnostica, le dieci Macchie di Hermann Rorschach, abbiamo deciso di pubblicare un estratto del RORTUTOR sulle Tavole Parallele Parisi – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img class="alignleft size-medium wp-image-1010" title="Tavola VIII Serie KA-RO" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/caro8-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Viste le numerose domande e richieste di informazioni che, sia durante i corsi che in varie occasioni, ci vengono rivolte in relazione alle circostanze nelle quali non sia possibile o consigliabile utilizzare, per la valutazione psicodiagnostica, le dieci Macchie di Hermann Rorschach, abbiamo deciso di pubblicare un estratto del <strong><a href="http://http://www.scuolaromanarorschach.it/software-rorschach-rorpalace/">RORTUTOR</a></strong> sulle Tavole Parallele Parisi – Pes, certi di far cosa gradita ai numerosi colleghi che hanno manifestato il loro interesse.</p>
<p align="left"><strong>PERCHÉ UNA SERIE PARALLELA AL RORSCHACH? </strong></p>
<p align="left"> Le Tavole parallele Parisi-Pes, frutto di un paziente ed indefesso lavoro durato quindici anni, rappresentano la concretizzazione del tentativo, operato dalla Scuola Romana Rorschach, di trovare la soluzione più idonea ad un delicato problema che affligge l’applicabilità del Test di Rorschach. Coloro che utilizzano il Reattivo, infatti, si trovano sovente alle prese con l’handicap di non potersi avvalere di una serie di Tavole che sostituiscano in maniera adeguata quelle originali in tutti quei casi in cui queste non possano essere utilizzate. Più precisamente l’impiego delle Tavole Rorschach appare non opportuno in due condizioni specifiche e differenziate.</p>
<p align="left">La prima di esse si realizza allorché si debba somministrare la Prova allo stesso soggetto: parliamo a tal proposito di re-test.  Un re-test può essere la scelta d’elezione per un’ampia gamma di obiettivi, in primo luogo la valutazione dell’evoluzione di un processo psicopatologico, anche e, diremmo, soprattutto in funzione degli effetti dovuti a trattamenti psicoterapici e/o farmacologici. Ma, anche a prescindere da stati di disturbo mentale, un re-test risulta particolarmente indicato nell’effettuazione di studi longitudinali relativi ai più diversi aspetti della personalità e della condizione umana.</p>
<p align="left">            Ciò che rende inaffidabile ai fini diagnostici una nuova somministrazione del Rorschach discende da processi di apprendimento e memorizzazione, con ogni probabilità ingenerati in chi ha già ricevuto il Reattivo. Il Rorschach risulta essere un’esperienza del tutto particolare, talmente carica di significati e vissuti emotivamente intensi, da non poter essere “metabolizzata” e quindi dimenticata con facilità. A nostro avviso, forse qualcosa di questo vissuto rimarrà comunque impresso nel nostro soggetto, in maniera tale da compromettere la validità dell’eventuale re-test e i risultati in base ad esso ottenuti. Dobbiamo ritenere che le interpretazioni più stimolanti e dotate di significato per l’esaminato vengano in qualche maniera immagazzinate nel suo apparato psichico e di conseguenza, allorché egli si trovi di fronte alla stessa provocazione percettiva, tornino ad esprimersi concettualmente, indipendentemente dalle espressioni verbali usate le quali, comunque, in alcuni casi risultano essere del tutto simili. Spesso la persona è consapevole di ricordare e così possiamo annotare commenti del genere: “Questo è lo stesso pipistrello che ho visto l’anno scorso”, oppure “Come già ebbi modo di dire, i bambini stanno giocando tra di loro”, fino ad arrivare allo sconsolante “Ma perché mi fa vedere le stesse figure della volta precedente? Cos’è? Una prova di memoria?”.</p>
<p align="left">Oltre che di vere e proprie interpretazioni il soggetto può serbare il ricordo di una serie di altri fenomeni quali, ad esempio, la stessa successione di Tavole nere e Tavole colorate la cui memorizzazione minaccia di compromettere, tra l’altro, nella seconda somministrazione l’eventuale insorgere dei vari tipi di Choc. L’addestramento derivato dalla precedente esperienza potrebbe, altresì, produrre turbative sulla bontà formale delle risposte fornite, sulla tendenza del soggetto a dotare di movimento i suoi engrammi, sulla sua maggiore o minore prontezza a fornire risposte e commenti. In generale, comunque, nelle condizioni di re-test è tutto l’iter interpretativo che rischia di essere inficiato, tale da indurre a non considerare la seconda somministrazione come un banco di prova sufficientemente attendibile ed illuminante.</p>
<p align="left">            E’ evidente, quindi, che in casi del genere, salvo voler rinunciare a tutti i preziosi contributi che il Rorschach fornisce, trovi ideali condizioni di applicabilità l’utilizzazione di Tavole aventi le stesse caratteristiche fondamentali di quelle originali.<br />
Peraltro, sul concetto di re-test pesano ulteriori considerazioni ad esso intrinseche, ragion per cui non è un caso che in relazione a tale condizione non si registri concordanza di vedute fra le Scuole rorschachiane. Così, mentre alcuni studiosi non ammettono nemmeno la fattibilità del re-test, essendo categorici nell’escludere il senso e la possibilità concettuale di sottoporre due volte la stessa persona al Rorschach, altri al contrario reputano il Rorschach stesso come il suo migliore Parallelo ed infine altri ancora suggeriscono un determinato intervallo temporale relativo alla situazione re-test. La Scuola Romana Rorschach propone, per esempio, un periodo di almeno due anni il quale, tuttavia, vale come orientamento di massima visto che, non di rado, in sede di re-test, abbiamo avuto occasione di riscontrare soggetti che, anche a maggiore distanza di tempo, conservavano una memoria sufficientemente precisa delle proprie percezioni ed emozioni esperite in sede di prima somministrazione.</p>
<p align="left">L’altra condizione che rende pressoché necessaria l’introduzione di un Parallelo è costituita dall’eventualità che il soggetto sia stato, più o meno nascostamente, addestrato a fornire o a non fornire determinate risposte, in maniera da incanalare il responso psicodiagnostico su binari a lui favorevoli. Attualmente il Rorschach è adoperato con sempre maggiore frequenza in settori qualificati quali quello delle perizie legali (pensiamo all’affidamento di un minorenne o ad un eventuale “quaestio” di infermità mentale in reati più o meno gravi) e quello della selezione del personale all’interno del contesto aziendale. Come non dubitare quindi che, vista l’importanza della posta in gioco, qualcuno, dotato magari di una certa “infarinatura” rorschachiana, si possa prendere la briga di barare rivelando anzitempo al giocatore regole e carte: fuori di metafora, come escludere che persone poco serie e prive di scrupoli non suggeriscano al soggetto interpretazioni e condotta durante il Test, atte ad indirizzare l’esito dello stesso verso i propri “desiderata”? Ora, poter usufruire di Tavole che ripropongano lo stesso tipo di stimolazione fornito da quelle originali – senza per altro essere copie conformi delle stesse – renderebbe vane e smaschererebbe le direttive impartite dal furbo di turno.</p>
<p align="left">            Il primo ad introdurre il concetto di Serie Parallele al Test di Rorschach ed a sottolinearne l’importanza è stato proprio l’ideatore del Reattivo, <strong>Hermann Rorschach</strong>. Lo psichiatra svizzero, nell’opera che illustra il significato e la sostanza della metodica da lui messa a punto – Psychodiagnostik (Rorschach H., 1921; tr. It. 1981) &#8211; , lascia intendere a chiare note come egli, nel presentare alla comunità scientifica la sua serie di Tavole, prospetti un metodo d’indagine della personalità suscettibile di essere organizzato anche in altre figure, strutturalmente affini a quelle originali. Detto in altri termini, ciò che appare centrale nel lavoro di Hermann Rorschach è l’ideazione di un metodo di valutazione psicodiagnostica basato sull’interpretazione di macchie di inchiostro. Tale metodo può esprimersi, com’è ovvio, nella serie realizzata da Rorschach stesso, ma può anche essere concepita in macchie analoghe le quali, nella loro strutturazione, ripropongano alcuni principi gestaltici basilari. In realtà, Rorschach non dedicò troppo spazio al problema della costruzione di Macchie parallele, non avendone probabilmente valutate a pieno difficoltà e complessità. Come infatti avremo subito modo di vedere più in dettaglio, pochi furono i suggerimenti che egli fornisce a chi si accinga all’impresa di realizzare una serie parallela.</p>
<p align="left">Dunque, l’esigenza di avere a disposizione e perciò di utilizzare più serie parallele può esser ricondotta alle considerazioni che, già alle origini della lunga storia del Test, Hermann Rorschach aveva impostato in Psychodiagnostik (ibidem). Tale bisogno scaturisce, secondo l’Autore, dalla possibilità di intervento di fattori di “memoria conscia e inconscia” (ibidem) nei casi in cui si renda necessaria la ripetizione della prova con lo stesso soggetto, utilizzando il medesimo strumento di indagine (ovvero la stessa serie di Tavole) ad esempio nel caso di “soggetti normali in vari stadi d’umore, maniaco-depressivi in stadi alterni, schizofrenici in diverse condizioni, o pazienti prima e dopo una psicanalisi”, nuovamente soggetti normali per esigenze di semplice verifica (ibidem): concreti, infatti, sarebbero i rischi di scarsa validità dei risultati.</p>
<p align="left">La soluzione, secondo Rorschach, sarebbe quella di mettere a punto figure analoghe a quelle originali che di queste rispettassero le caratteristiche ma che, nello stesso tempo, fossero da esse diverse. Queste nuove figure andrebbero realizzate secondo il consueto sistema di far cadere dell’inchiostro su fogli di carta, poi ripiegati in due. Da un ampio numero di queste macchie si opererebbe una scelta in favore di quelle più rispondenti alla configurazione delle Tavole originali. Esse andrebbero sottoposte a una sorta di esame preliminare che accerti la loro idoneità ad essere percepite, da molti soggetti, come qualcosa di diverso da semplici macchie di inchiostro. Successivamente, si imporrebbe l’importante fase della taratura, attraverso l’utilizzazione di soggetti normali (cioè, non portatori di qualche tipo di psicopatologia), caratterizzati da differenti livelli di intelligenza ed istruzione.</p>
<p align="left">A questo punto Rorschach suggerisce una serie di regole che permettono di verificare il grado con cui le Tavole di nuova concezione siano capaci di sostenere il ruolo di quelle normali. Innanzitutto egli cita la capacità, da parte delle figure, di elicitare risposte di movimento e di colore, nonché la loro idoneità a ispirare interpretazioni globali e intramaculari; a questi criteri va aggiunto quello imperniato sul numero di risposte fornite. Tutti questi fattori dovranno esprimersi in misura analoga nelle due serie, a testimonianza della loro similitudine. In secondo luogo l’Autore enuncia alcune caratteristiche specifiche di determinate Tavole della serie normale, le quali caratteristiche ci si aspetterà che appaiano anche nella serie parallela. La Tavola I delle due serie dovrebbe permettere l’espressione di un numero rapportabile di risposte di Forma e di Movimento. Le due Tavole V corrispondenti dovrebbero evidenziare entrambe una struttura di facile decodifica percettiva. Le due Tavole VII dovrebbero mostrare un dettaglio intramaculare gestalticamente significativo, senza peraltro esserlo troppo. L’Autore raccomanda, infine, di non rendere le nuove figure irregolari e complicate più del dovuto, perché altrimenti verrebbero rese difficoltose le operazioni di conteggio.</p>
<p align="left">E a conclusione del breve paragrafo dedicato in Psychodiagnostik alla questione delle Tavole parallele, Hermann Rorschach si limita ad annotare: “La produzione di queste serie parallele, secondo la mia esperienza, non è così difficile e lunga come può apparire a prima vista.” (ibidem).</p>
<p align="left">In realtà, come ha dimostrato una lunga esperienza in materia, la messa a punto di un Parallelo risulta essere alquanto più laboriosa di quanto lo stesso Rorschach potesse all’epoca supporre (Parisi S., Pes P., Capri P., Cupini F., L’Imperio A., Fiumara R., Caporali M.; 1985; v. Pubblicazioni e Lavori della Scuola Romana Rorschach sulle Macchie Parallele Parisi-Pes). In effetti, dagli anni venti fino ai giorni nostri, una gran congerie di studi sul Rorschach ha permesso di sviluppare tutta una serie di riflessioni sui significati gestaltici che le diverse Tavole del Test propongono e che vanno al di là delle intuizioni, peraltro geniali, espresse originariamente dallo stesso Hermann Rorschach. In particolare, nel corso del tempo si è dedicata attenzione alle peculiari caratteristiche strutturali e cromatiche che definiscono e rendono unica ciascuna delle dieci macchie del Reattivo. Proprio in virtù di queste specificità gestaltiche, ogni Tavola vede delinearsi una propria “personalità” che la rende inconfondibile rispetto alle altre e determina nel soggetto interpretante una serie di emozioni e di richiami ideativi del tutto tipici. Conseguentemente, un Parallelo dotato di significato dovrebbe riproporre, per ciascuna macchia, la medesima personalità strutturale della Tavola Rorschach omologa, in maniera tale da elicitare in chi la interpreta analoghi processi percettivi ed emozionali.</p>
<p align="left"><strong>SERIE PARALLELE PRECEDENTI </strong></p>
<p align="left"><img class="alignright size-medium wp-image-1009" title="Tavola V Serie Parallela FU-RO" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/furo5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Non poche sono le serie di Macchie costruite con lo scopo di fungere da Paralleli del Test di Rorschach. Noi prenderemo più dettagliatamente in esame quelle che hanno trovato una maggiore diffusione e risonanza scientifica, ossia le Tavole definite comunemente <strong>Be-Ro, Fu-Ro e Ka-Ro</strong>. Meritano tuttavia una menzione anche altre serie che nel corso del tempo hanno portato un significativo contributo al tema in esame. Tra queste ricordiamo innanzi tutto le realizzazioni di <strong>G. A. Roemer (1938), M. R. Harrower e M. E. Steiner (1945, 1949) e ancora Harrower (1966).</strong></p>
<p align="left">In un’ottica particolare si pone il lavoro di <strong>M. Schachter</strong>, autore dello “<strong>Scha-Ro</strong>”, una raccolta di dieci Tavole somministrabili, secondo l’ideatore, a soggetti particolari quali inibiti, deboli di mente, o persone esaminate in condizioni peritali. La singolare caratteristica di questa serie è costituita dal fatto che le Tavole in questione, definite dall’autore “personali”, vengono di volta in volta approntate dallo psicologo stesso, non richiedendo quindi una preparazione “industriale” e la relativa standardizzazione. Tale serie non viene proposta come vero e proprio re-test al Rorschach (così come avviene per gli altri Paralleli fino ad ora citati), bensì come strumento da adoperare immediatamente prima o dopo la somministrazione delle Tavole originali, esclusivamente al fine, rispettivamente, di sbloccare i soggetti con un più o meno accentuato stato di inibizione e di raccogliere ulteriori informazioni in protocolli risultati scadenti alla Prova. Lo stesso Schachter, tra l’altro, già nel 1950 aveva proposto come rapida tecnica di controllo il cosiddetto “micro-Rorschach”, versione delle Tavole originali ridotte ad un terzo delle loro dimensioni. A nostro avviso, le innovazioni apportate dall’Autore in relazione sia alle Tavole personalizzate che al micro-Rorschach si allontanano decisamente dallo spirito che dovrebbe supportare la costruzione di Tavole parallele dotate di significato e, come tali, rimangono pertanto un po’ ai margini del concetto di autentico parallelismo.<br />
In una categoria a parte possono poi essere posti altri Reattivi che, pur prendendo spunto dall’impostazione logica del test di Rorschach, se ne differenziano per sostanziali caratteristiche.</p>
<p align="left">In primo luogo vale la pena ricordare l’<strong>“Holtzman Inkblot Technique” di W. H. Holtzman</strong> (1961), denominato più brevemente “HIT”. Su tale Test un ampio e approfondito inquadramento è presentato da L. Boncori (1993) alla quale, pertanto, sia pure succintamente, ci rifacciamo. Attraverso l’HIT, Holtzman si propone di mettere a punto un mezzo di indagine della personalità che si rifaccia alla tecnica e alla metodologia del Test di Rorschach, ma che ne costituisca altresì una versione di genere più “oggettivo” e “affidabile”. L’HIT si compone di una serie di quarantacinque macchie d’inchiostro, non tutte simmetriche, dall’organizzazione cromatica spesso differente rispetto alle Tavole di Rorschach. Ulteriori differenziazioni si riscontrano altresì nella tecnica di somministrazione, nonché nel sistema di elaborazione del referto. In relazione alla prima, poniamo l’accento sulla richiesta di fornire non più d’una interpretazione per ciascuna Tavola e su una particolare Inchiesta che si articola in una serie di tre domande determinate. La siglatura delle interpretazioni, invece, procede attraverso l’utilizzazione di ventidue indici, alcuni riferiti ai classici raggruppamenti di siglatura del Rorschach quali Modo di Comprensione, Determinante, Contenuto, Frequenza ecc., altri introdotti ex novo e relativi a fattori psicologici diversi. Risulta chiaro in ogni caso come, anche nei propositi dell’Autore, l’HIT non sia annoverabile tra le serie parallele al Rorschach, bensì debba essere inteso come un procedimento d’indagine della personalità specifico e a se stante al quale, peraltro, la comunità scientifica ha riservato ampi consensi.</p>
<p align="left">Considerazioni analoghe possono essere svolte per le macchie denominate “<strong>Somatic Inkblot Series” (S.I.S.)</strong>, realizzate da <strong>W. A. Cassell</strong> (1969, 1980) e successivamente edite anche nel nostro Paese (1989). Anch’esse, come quelle di Holtzman, tengono conto ben poco delle caratteristiche fondamentali delle Tavole Rorschach. In particolare le S.I.S. (Boncori L., ibidem) si distinguono per essere in numero di venti, per esprimere cromatismi limitati alla gamma di nero, rosso e grigio e per esibire un’organizzazione formale semistrutturata, atta a fornire in ogni Tavola, stimoli a contenuto anatomico. Obiettivo prevalente che detto test persegue è quello di monitorare la percezione corporea dei soggetti ad esso sottoposti.<br />
Nella stessa maniera delle due serie precedenti anche quella dell’ “<strong>Howard Inkblot Test</strong>”, costituita da dodici Macchie e pubblicata nel 1953 da <strong>J. W. Howard</strong> (1953°), non può essere ritenuta, per la struttura che la contraddistingue (ad esempio l’estensione delle Macchie), una precisa serie parallela al Rorschach, come sottolineato fra l’altro dallo stesso Autore che infatti definisce la sua creazione “un metodo diverso da quello del Rorschach”. Secondo Howard, il Reattivo da lui elaborato permetterebbe, rispetto al Rorschach, “un maggior numero di risposte determinate dal chiaroscuro, una più alta percentuale di cromestesie, un diverso rapporto C, CF, FC, più risposte di movimento e meno risposte a contenuto animale”. (Howard J. W., 1953b) Paradossalmente, queste stesse caratteristiche del Test determinano, a detta dell’Autore, “una maggiore sensibilità diagnostica” dello strumento. Una riprova del non esatto parallelismo tra Rorschach e Howard Test ci viene da uno studio sperimentale effettuato nel 1956 da F. Ferracuti e G. B. Rizzo i quali vi evidenziano nette differenze fra i due gruppi di Tavole.<br />
I due ricercatori italiani, in relazione ai soggetti della loro indagine, trovano nell’Howard rispetto al Rorschach:<br />
- un maggior numero di risposte;<br />
- un minor numero di risposte globali;<br />
- un minor numero di risposte cinestesiche umane e ancor più di interpretazioni di movimento animale;<br />
- meno risposte FC e al contrario più CF e C;<br />
- un maggior numero di risposte-colore nel loro complesso;<br />
- un maggior numero di interpretazioni di colore acromatico e di risposte di chiaroscuro, specie di superficie;<br />
- una gamma di Contenuti ben più ampia;<br />
- una quantità di risposte zoologiche nettamente inferiore;<br />
- un Tempo di Latenza, in media, nettamente più lungo.<br />
Tali rilievi appaiono in linea con i dati forniti, nella presentazione della sua opera, da J.W. Howard (ibidem b), fatta eccezione per le risposte di movimento umano che invece l’Autore riferisce presenti in maggior numero nel proprio Reattivo.</p>
<p align="left">            Una citazione a parte merita, infine, la serie di Macchie messa a punto da <strong>H. Zulliger</strong> e conosciuta col nome di “<strong>Zulliger-Test</strong>” (distribuita in Italia dalla “O. S. Organizzazioni Speciali” di Firenze). Essa si compone di tre Tavole, la prima delle quali grigio-scura, la seconda policromatica, la terza rossa e nera. Alcuni studiosi hanno, a nostro avviso impropriamente, considerato ed utilizzato lo Z-Test come un Parallelo del Reattivo di Rorschach.<br />
Secondo il nostro punto di vista, peraltro confortato dalle premesse teoriche delle stesso Rorschach relative alla costruzione di Macchie parallele, il lavoro di Zulliger non può essere visto come una serie parallela a tutti gli effetti per la semplice quanto evidente ragione che risulta constare di tre sole Tavole ; diversamente, esso va considerato come l’espressione di un’adeguata utilizzazione della Tecnica rorschachiana, soprattutto in relazione a somministrazioni ed indagini di tipo collettivo.<br />
Le Macchie di Zulliger, proprio per questa loro finalità di Test di gruppo, vennero inizialmente organizzate e presentate sotto forma di diapositive (nell’edizione di Huber, Berna; 1948)<br />
Lo spunto all’elaborazione della serie fu dato all’Autore in conseguenza dell’esigenza maturata dagli psicologi delle forze armate svizzere di disporre di un Reattivo che fosse in grado di operare una selezione, efficace e soprattutto in tempi brevi, di personale militare. L’utilizzazione collettiva del Test si estese poi ubiquitariamente in tutto il mondo in contesti oltre che militari anche civili. In particolare, un campo d’indagine in cui esso ha da sempre riscosso rilevante successo è quello relativo alla selezione aziendale. Nel 1954, poi, il Test venne edito, sempre da Huber, anche sotto forma di Tavole, al fine di una somministrazione questa volta individuale.<br />
Tuttavia, nonostante così significativi presupposti di utilizzazione del Reattivo e malgrado un’ampia produzione di ricerche e pubblicazioni in merito, lo sviluppo teorico e applicativo dello Z-Test sembra almeno parzialmente frenato dalla mancanza a tutt’oggi di uno studio quantitativo generale ed organico. Infatti le ricerche che grazie allo Z-Test hanno visto la luce da una parte sono state concepite all’interno di campioni eccessivamente omogenei e specifici, dall’altra non appaiono opportunamente comparabili tra loro in quanto condotte con setting di somministrazione e sistemi di siglatura diversi i quali, conseguentemente, hanno portato a dissimili organizzazioni di psicogrammi.</p>
<p style="text-align: left;" align="right">Lo Staff</p>
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		<title>Le origini misteriose del Rorschach</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 10:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Fiorentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rorschach e Psicologia del Profondo]]></category>
		<category><![CDATA[Jung]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Fiorentino]]></category>
		<category><![CDATA[origini Rorschach]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia del profondo]]></category>
		<category><![CDATA[Reattivo di Associazione Verbale]]></category>

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		<description><![CDATA[Queste riflessioni sulla genesi del Rorschach vengono da lontano, vengono da una lunga collaborazione con la Scuola Romana Rorschach, vengono da un’antica amicizia con Parisi e Pes, vengono dall’intreccio di  due grandi passioni di chi scrive: la psicoanalisi e il Rorschach. Nel corso degli anni la cultura psicodinamica del Rorschach ha raggiunto traguardi sempre più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-989" style="margin: 10px;" title="baule" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/baule-150x118.jpg" alt="" width="150" height="118" />Queste riflessioni sulla genesi del Rorschach vengono da lontano, vengono da una lunga collaborazione con la Scuola Romana Rorschach, vengono da un’antica amicizia con Parisi e Pes, vengono dall’intreccio di  due grandi passioni di chi scrive: la psicoanalisi e il Rorschach. Nel corso degli anni la cultura psicodinamica del Rorschach ha raggiunto traguardi sempre più significativi, sia nel settore della clinica che in quello della ricerca. Il<span id="more-987"></span> settore da me curato <em>Rorschach e Psicologia del Profondo</em>,  presente all’interno della Scuola e  sul sito,  ha superato i dieci anni di vita, periodo in cui sono state organizzati Giornate di Studio, seminari, workshop, incontri con colleghi  e  ricerche. L’orizzonte dell’interpretazione psicoanalitica del Rorschach si è ampliato,   ponendo l’interpretazione junghiana accanto alla lettura freudiana della Prova Rorschach. Questo articolo è il primo di una lunga serie di contributi che gli appassionati e gli studenti troveranno all’interno del settore,  rinnovato ed arricchito,  dedicato ad una dimensione importante del metodo della Scuola Romana Rorschach, la <strong>Psicologia del Profondo</strong>.</p>
<p>Hermann Rorschach era un uomo di genio e, come spesso accade alle persone geniali,  era  un individuo profondamente inquieto e dispersivo  che,  al di fuori della sua Opera, ha lasciato poche tracce di sé. Nel 1913, ad esempio,   egli  intraprese un cambiamento  radicale  che lo portò  a decidere di stabilirsi in Russia per poi – dopo alcuni mesi -  ritornare di nuovo in Svizzera. Le motivazioni di una decisione così importante rimangono sconosciute.   Sappiamo poco della  vita di Rorschach  e sulle circostanze del suo lavoro:  egli  non ha lasciato  una documentazione sulla genesi del suo test e, in particolare,  sulle serie di Macchie precedenti quelle definitive che lo studioso utilizzò nel corso delle sue sperimentazioni.</p>
<p>La Prova Rorschach presenta  una nascita per noi misteriosa e poco sappiamo anche delle ricerche condotte dallo studioso tra il 1917 e il 1919, durante la stesura di <em>Psychodiagnostik</em>.  Sono rimaste solo poche Tavole di alcune serie di prototipi, che si trovano ora nell’archivio Rorschach di Berna.</p>
<p>La documentazione sulla fase iniziale del test è scarna:  sappiamo che nel 1911  Rorschach somministrò uno dei suoi primi prototipi, insieme al Reattivo di Associazione Verbale  di Jung, agli scolari di Althau, allievi del suo ex compagno di scuola Konrad Gehring. Un esperimento complesso, attuato in diverse fasi, ma il cui materiale è andato perso, perché lo studioso  non pensò mai di pubblicarne i risultati.  Possiamo dire che Rorschach ebbe un rapporto ambivalente con le  Macchie da lui stesso costruite: dopo le esperienze iniziali, svolte nel periodo 1911-1912,  vi fu un lungo intervallo in cui lo psichiatra si dedicò  ad altri lavori ed interessi, in particolare lo studio di alcune sette religiose svizzere,  per poi riprendere la sperimentazione  nel 1917,  su sollecitazione di Eugen Bleuler.</p>
<p>Secondo Ellenberger,  mentre a livello conscio H.Rorschach si interessava di psicoanalisi e di sette religiose, il suo inconscio stava seguendo un percorso diverso che sarebbe poi culminato nella stesura di <em>Psychodiagnostik</em> 1).  Lo studioso  non fu  mai consapevole fino in fondo del valore del suo test, pensava che i suoi studi sulle sette sarebbero stati  la sua opera più importante.</p>
<p>Secondo quanto riportano G.Römer ed E.Oberholzer,  Rorschach somministrava ai pazienti  di Herisau -  l’ospedale psichiatrico  dove  lavorava -  insieme alla sua serie di Macchie, anche un altro suo test composto di tre disegni: un gatto di colore verde, una rana rossa ed un boscaiolo con un’ascia in mano. Ma anche  di ciò non è rimasta traccia. Questa notizia ci dice comunque quanto egli fosse interessato a quelli che noi ora chiamiamo test proiettivi, ma che all’epoca rappresentavano un fatto del tutto nuovo.</p>
<p>Lo studioso svizzero aveva avuto il presentimento di un destino particolare attraverso un sogno che aveva fatto dopo aver assistito alla  prima autopsia del suo corso  di medicina. Egli sognò di vedere il proprio cervello tagliato in sezioni trasversali e di percepire come  queste cadessero giù, una dopo l’altra, proprio come egli aveva osservato durante l’esame autoptico all’università. Il sogno fu accompagnato da sensazioni fisiche molto forti. Ellenberger  2) sostiene che quello fu uno <em>Schicksaaltraum</em>, ovvero un sogno premonitore di una vicenda umana tragica e straordinaria nello stesso tempo. Se pensiamo alla sua morte precoce, sopraggiunta  poco dopo aver creato uno strumento di indagine  e diagnosi psicologica unico nel suo genere, quel sogno diviene un simbolo  denso di significati.</p>
<p>Una figura importante nella formazione di H.Rorschach fu Eugen Bleuler, il direttore dell’ospedale psichiatrico di Zurigo, il Burghölzli, che in quegli anni  era  un luogo di eccellenza, sia per la ricerca che per la clinica. Bleuler  aveva introdotto il pensiero di  Freud in Svizzera,  aveva promosso la ricerca con il Reattivo di Associazione Verbale a cui lavorò Jung negli anni dal 1904 al 1909 e, tra l’altro,  fu il relatore della tesi di specializzazione in psichiatria del giovane Rorschach.</p>
<p>In una lettera del 1917 Bleuler informò H. Rorschach che uno  studente del Burghözli, Szymon Hens, stava mettendo a punto una sperimentazione  con un test fatto con le  macchie ed invitò il suo ex allievo a riprendere gli esperimenti con le Macchie,  condotti anni prima. Il giovane psichiatra rispose positivamente alla richiesta del suo vecchio maestro e, nel giro di pochi anni – meno di tre &#8211; scrisse <em>Psychodiagnostik</em>, testo  pubblicato solo nel 1921 per problemi editoriali.</p>
<p>L’incontro con  Carl Gustav Jung &#8211; che era l’aiuto di Bleuler presso il Burghözli &#8211; fu particolarmente stimolante: Rorschach frequentò come studente di medicina  due corsi universitari tenuti da Jung nei semestri  1907-1908. Tra i due studiosi  si interpone una differenza di pochi anni: Jung nasce nel 1875,  Rorschach nel 1884. Questa piccola distanza temporale giocherà un ruolo importante nel loro rapporto, attivando,  probabilmente,  una dinamica di rivalità fraterna.</p>
<p>L’ipotesi che propongo 3)  è che in quei corsi universitari Jung abbia trattato  due argomenti che sarebbero diventati estremamente significativi per Hermann Rorschach: i  risultati della sperimentazione del  test di Associazione Verbale – che avevano portato Jung a formulare il concetto di complesso – e l’illustrazione  di un test,  la <em>Klecksographie,</em> di Justinus Kerner, titolo che può essere tradotto come <em>Scrittura con le macchie</em>. Per quanto riguarda il test di Jung,  è probabile  che Rorschach  abbia frequentato come tirocinante il  Burghölzli, l’ospedale psichiatrico, entrando in contatto con la sperimentazione del Reattivo di Jung &#8211; che si svolgeva all’interno del nosocomio -  e apprendendone la tecnica di somministrazione e valutazione. Tanto è vero che per validare le sue prime serie di Macchie egli utilizzava il Reattivo di Associazione Verbale.</p>
<p>Justinus Kerner, medico e poeta tedesco, era  un rappresentante della medicina romantica del primo ottocento e fu un autore  a cui Jung si sentì sempre molto vicino. <em>La veggente di Prevorst</em>  4) di J.Kerner  era un testo che Jung citò spesso nelle sue lezioni e nei suoi scritti. Kerner  può essere considerato come <em>l’inventore</em> di quel  gioco con le macchie di cui si è parlato in un articolo già pubblicato sul sito.</p>
<p>H. Rorschach introdusse cambiamenti significativi  rispetto alle macchie di Kerner: inserì il colore, rese più indefinite le macchie e infine  formulò un grande sistema per classificare le Risposte: la Siglatura.Suquesta base egli elaborò  un metodo per  formulare una psicodiagnosi valida per tutti gli individui,  normali e non.  Possiamo dire che se il lavoro di Kerner  può essere  stato un  punto di partenza per  H. Rorschach,   questi ha poi trasformato ogni cosa con la sua genialità, creando un sistema straordinario e insuperato.</p>
<p>Dobbiamo ora menzionare una coincidenza particolare:  il nome segreto che aveva ricevuto H. Rorschach quando era entrato nella confraternita dei ginnasiali nella scuola superiore di Zurigo era ‘Klecks’, un nome che in tedesco significa ‘macchia’. Gli antichi dicevano <em>Nomen Omen</em>, il nome è destino!</p>
<p>Ma anche Jung si dilettava  con questa tecnica delle macchie elaborata da Kerner. In una lettera del 1943 aFranziska  Baumgarten-Tramer Jung scrive: “…Le giungano i miei migliori ringraziamenti per l’amichevole invio del suo articolo ‘Sulla storia del Test di Rorschach’, che ho letto con piacere. Stimolato dalla <em>Klecksographien</em> di Justinus Kerner, già durante il  periodo della scuola superiore ho prodotto un’intera collezione di tali macchiografie, dal momento che queste formazioni irrazionali stimolavano l’attività della mia fantasia in un modo così fortunato da coinvolgermi spesso per tutto il giorno. Ecco perchè mi sono particolarmente divertito quando ho appreso che  Rorschach aveva applicato la stessa tecnica per individuare peculiarità psichiche,  il che è senza dubbio un’impresa fruttuosa…” 5).</p>
<p>L’incontro con Jung, dunque, si rivelò per il giovane Rorschach estremamente importante. Ma prima di parlare delle analogie che possiamo rintracciare tra  i test creati dai due studiosi, vorrei sottolineare alcune  affinità tra Jung e Rorschach come  psichiatri. Entrambi furono accomunati dall’esperienza clinica con gli psicotici, a differenza di Freud che lavorò sempre con i nevrotici. Per entrambi  l’approccio alla malattia mentale si fondava sull’osservazione e sull’attenzione partecipante. Jung individuò  per primo la presenza di un senso nei deliri degli psicotici,  Rorschach si fece promotore di un nuovo modello di psichiatria nelle strutture  dove lavorò: negli anni 1916-17 organizzò corsi di formazione per il personale infermieristico presso l’ospedale di Herisau, successivamente  nel  nosocomio di Münsterling preparò rappresentazioni teatrali con e per i pazienti,  promuovendo una situazione di struttura psichiatrica ‘aperta’ cinquant’ anni prima di Basaglia!</p>
<p>Possiamo dunque affermare che sia Jung che Rorschach sono stati,  oltre che teorici eminenti, anche grandi psichiatri,  profondamente innovativi nel campo della cura delle malattie mentali.</p>
<p>Torniamo ora alle affinità tra le due Prove. Il Reattivo di Jung è composto da un elenco di 100 parole-stimolo cui il paziente deve rispondere con la prima parola che gli viene in mente.  I  criteri principali per lo spoglio dei risultati sono: Tempo di Latenza, Perseverazione, Rifiuto, le associazioni di carattere  introverso  vengono scritte sulla sinistra del foglio dei computi, le associazioni di carattere  estroverso  sulla destra. Sono gli stessi criteri della Prova Rorschach e  del TVI.</p>
<p>Attraverso la sperimentazione con il suo Reattivo Jung  formulò il concetto di complesso:   una struttura psichica dotata di una forte carica affettiva che lega tra loro  rappresentazioni, pensieri, ricordi. Per Jung i complessi sono gli elementi che costituiscono la  psiche e rappresentano  la via regia per giungere all’inconscio.</p>
<p>La Teoria dei Complessi era ben nota ad H.Rorschach che,  in <em>Psychodiagnostik</em>,  definisce il concetto di Risposta Complessuale facendo esplicito riferimento agli esperimenti di C.G.Jung  ed utilizza spesso questo termine  sia nel corso della sua opera principale, che nel lavoro pubblicato postumo <em>Sulla valutazione del test di interpretazione delle forme </em>6).<strong></strong></p>
<p>Il test di Associazione Verbale si basa su parole-stimolo che evocano configurazioni complessuali, il test di  Rorschach si basa sulla percezione di  Macchie senza forma. Queste posseggono un carattere evocativo che può rivelare configurazioni complessuali.</p>
<p>Nel test  di Associazione Verbale come nella prova Rorschach un indicatore diagnostico importante  sono le deviazioni da una norma.</p>
<p>Tra le due Prove esiste comunque una differenza fondamentale: il test di Jung si basa su di uno stimolo prevalentemente cognitivo, la parola;  la Prova  Rorschach si basa sulla percezione visiva e  sull’attivazione di immagini, può cioè evocare configurazioni   che si pongono lungo una linea di confine più vicina all’inconscio.</p>
<p>Quando Hermann Rorschach somministrava il Reattivo di Jung insieme alla propria serie di Macchie aveva un obiettivo ben preciso:  verificare con l’aiuto di un test  già tarato e verificato su migliaia di individui, la potenzialità psicodiagnostica della sua Prova. Ma se egli pensava che  il Reattivo di Associazione Verbale era in grado di dare una validazione al suo lavoro, ciò vuol dire che le due Prove avevano una sovrapponibilità sufficientemente  ampia, di cui Hermann Rorschach era ben consapevole. Egli non poté mai riconoscere ufficialmente  il grande debito che aveva nei confronti di Jung e del suo Reattivo perché il panorama scientifico della psicologia dinamica era in quegli anni attraversato da profondi conflitti tra diversi orientamenti psicoanalitici ed in particolare tra junghiani e freudiani. Rorschach nel 1919 aveva partecipato alla fondazione della Società Svizzera di Psicoanalisi e ne era diventato Vicepresidente. A quel punto il suo schieramento ufficiale non gli permise di assumere posizioni diverse da quelle dettate dall’ortodossia freudiana. La sua vicinanza a Jung rimase segreta e manifestata solo nelle lettere. E questo produsse una grande ambivalenza nel comportamento di Rorschach. in <em>Psychodiagnostik</em>  egli cita Jung diverse volte,  ma  sempre per differenziarsi, come se avesse bisogno di mettere una distanza. Tuttavia egli usa il termine complesso in una accezione più vicina a quella di Jung che non a quella di Freud, che usò questa definizione  solo per riferirsi al Complesso di Edipo e ai suoi correlati, il complesso di castrazione ed il complesso paterno.</p>
<p>In una lettera ad un collega  H.Rorschach parla della prossima pubblicazione di un libro di Jung:  “..comunque uscirà in un tempo molto  breve un libro di Jung sui Tipi Umani, sul quale ci si può appassionare.” 7).<strong> </strong> <em>Tipi umani</em> era il titolo provvisorio dell’opera junghiana che poi sarebbe stata chiamata <em>Tipi Psicologici</em>,  ma come faceva Rorschach a conoscerlo? E’ probabile che ci sia stato un contatto, diretto o indiretto con Jung.</p>
<p>Nel gennaio 1922 Rorschach scrive a Georg Römer, suo amico, rorschachista  e psicoanalista freudiano:  “Il modo in cui si fa esperienza di qualcosa si modifica profondamente in rapporto all’umore. Di quanto possa variare il campo dell’esperienza riguardo la dilatazione e la coartazione non posso ancora dirlo […] In tali questioni io sono portato a pormi più vicino alle posizioni di Jung, il quale distingue un’attitudine della coscienza e un’attitudine dell’inconscio e sostiene che se la coscienza possiede un’attitudine estrovertita, l’attitudine dell’inconscio è complementare, e quindi introvertita” 8).  Questa lettera è la prova che H. Rorschach aveva letto <em>Tipi Psicologici</em>  (che tra l’altro viene pubblicato  nel 1921, lo stesso anno di <em>Psychodiagnostik</em>) e  ne testimonia l’onestà intellettuale: in tempi di contrapposizione tra freudiani e junghiani egli riconosce i meriti di Jung nell’unico modo che in quel periodo  gli era possibile, come posizione individuale e privata.</p>
<p>A questo punto possiamo delineare  alcune affinità tra Hermann Rorschach ed Ettore Majorana &#8211; il fisico del gruppo  di Enrico Fermi  - scomparso misteriosamente nel 1938. Entrambi avevano la stessa irrequietudine e la medesima dispersività delle loro opere. Majorana, ad esempio,   scriveva sui pacchetti di sigarette importanti formule di fisica, che poi finivano gettate via insieme al pacchetto vuoto. Lo scrittore Leonardo Sciascia &#8211; che ha dedicato un libro alla scomparsa del grande fisico italiano 9)  -  formula una teoria del genio precoce secondo cui  l’individuo geniale tenta di ritardare il compimento della propria opera (appartenga essa alla scienza, alla letteratura o all’arte) perché dopo di essa si affaccia,  inesorabile, la morte. E di questo il genio precoce ne è oscuramente consapevole, al punto di  cercare sottilmente di ritardare la realizzazione  del proprio lavoro, in un tentativo inconscio di dilatare il   tempo della vita. Così faceva Ettore Majorana, ma così fece anche Hermann Rorschach, che pubblicò il testo che lo avrebbe consegnato alla storia della scienza appena un anno prima di morire,  in modo improvviso, a trentasette anni. Si possono dire di Rorschach le stesse parole che utilizza Sciascia per descrivere il rapporto di Majorana  con la sua genialità: “Senza saperlo, senza averne coscienza, Majorana tenta di non fare quello che deve fare, quel che non può non fare. Direttamente e indirettamente […] sono Fermi e i ‘ragazzi di via Panisperna’ che lo costringono a fare qualcosa.” 10).  Nel caso delle Macchie  fu Bleuler a svolgere questo  ruolo di spinta, come se Rorschach, fino ad allora, avesse  esitato a compiere quel passo che lo avrebbe portato a varcare la soglia della fama, dell’immortalità  e della fine della sua vita.</p>
<p>Questi sono alcuni dei segni e delle tracce lasciate dal percorso misterioso e affascinante che Hermann Rorschach compì nel giro di  un decennio,  dai primi esperimenti con gli scolari fino alla pubblicazione di <em>Psychodiagnostik</em>, un testo che ha rivoluzionato il mondo della psicologia e della psicodiagnosi.</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Note bibliografiche</strong></p>
<ul>
<li>Rorschach, H, (1921)  <em>Psychodiagnostik</em>, ed.it. 1981, Roma Edizioni Kappa</li>
<li>Ellenberger, H.  <em>Vita di H. Rorschach</em>, Bulletin of the Menninger  Clinic, 1954, 18, 5.</li>
<li>Fiorentino, M. <em>Le origini misteriose del Rorschach: un confronto con il Reattivo di Associazione Verbale di C.G.Jung</em>, relazione presentata alla III Giornata di Studio <em>Rorschach e Psicologia del Profondo, </em>Roma 18 ottobre 2008 in Atti, pubblicati nel settore Rorschach e Psicologia del Profondo del sito della SRR, a cura di M.Fiorentino.</li>
<li>Kerner, J, (1829) <em>La veggente di Prevorst</em>, ed. it.1972, Roma, Edizioni del Gattopardo.</li>
<li>Peralta, A., <em>H. Rorschach e C.G.Jung, una relazione di reciproca ambivalenza</em>, relazione presentata alla I Giornata di Studio <em>Rorschach e Psicologia del Profondo</em>, Roma 2006, in Atti della I Giornata di Studio, pubblicati nel settore Rorschach e Psicologia del Profondo del sito della SRR, a cura di M.Fiorentino.</li>
<li>Rorschach, H, <em>Sulla valutazione del test di interpretazione delle forme</em> pubblicato postumo da E. Oberholzer in <em>Psychodiagnostik</em>, op. cit.</li>
<li>Peralta, A. Op. cit.</li>
<li>Corrispondenza tra H.Rorschach e G.Römer, archivio Rorschach di Berna.</li>
<li>Sciascia, L.(1975)  <em>La scomparsa di Majorana</em>, Torino, Einaudi,</li>
<li>Ibidem, p. 24 S. Parisi, P. Pes (2003), Rortutor, Roma Centro H. Rorschach srl.</li>
</ul>
<p><em>Maria Fiorentino, psicoanalista junghiana, docente Scuola Romana Rorschach, curatrice del settore Rorschach e Psicologia del Profondo</em></p>
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		<title>Training Day Rorschach a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 11:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SRR</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Test di Rorschach]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-966" style="margin: 10px;" title="Training Day Scuola Romana Rorschach a Milano" src="http://www.scuolaromanarorschach.it/wp-content/uploads/rorschach-milano-150x113.jpg" alt="Training Day Scuola Romana Rorschach a Milano" width="150" height="113" />La Scuola Romana Rorschach è lieta di aprire le sue porte a tutti coloro che vogliano avvicinarsi al mondo delle Macchie di Inchiostro e conoscere il metodo e le attività dell’Istituto, in un incontro informale di presentazione del Direttore Salvatore Parisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;">La partecipazione è gratuita.<br />
La prenotazione obbligatoria.</h3>
<p align="center"><strong>Sabato 26 Novembre 2011 – ore 15:00</strong></p>
<p style="text-align: center;">c/o la sede della Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa (<strong>SISPI</strong>)<br />
Via C. Menotti 11/c, 20129 <strong>Milano<br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ore 15:00 – Saluto del Presidente SISPI <strong>dott. Alberto Passerini</strong></p>
<p>Ore 15:30 – Il Direttore della Scuola Romana Rorschach,  <strong><a href="http://www.scuolaromanarorschach.it/salvatore-parisi/" target="_blank">Salvatore Parisi</a></strong>, presenterà brevemente il <strong>Test di Rorschach</strong> e il <strong>Metodo</strong> della Scuola Romana Rorschach e gli attuali orientamenti internazionali. In particolare verranno sottolineati i punti di convergenza ed i tratti distintivi del Metodo Pluridimensionale proprio della Scuola Romana Rorschach e del Comprehensive System di John Exner.</p>
<p>Ore 17:00 – Lo Staff formativo illustrerà le attività didattiche e scientifiche dell’Istituto.</p>
<blockquote>
<h3>Prenota la tua partecipazione</h3>
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